Salute 3 Aprile 2026 10:57

Russare non è un problema solo notturno: l’apnea aumenta del 71% i rischi cardiovascolari e la mortalità generale

Lo dimostra uno studio presentato al Congresso europeo sull’obesità ECO 2026, che sottolinea anche l’importanza di diagnosi precoce, gestione dell’obesità e uso efficiente delle risorse sanitarie

di Isabella Faggiano
Russare non è un problema solo notturno: l’apnea aumenta del 71% i rischi cardiovascolari e la mortalità generale

Chi soffre di apnea ostruttiva del sonno (OSA) inizia a russare in modo irregolare appena si addormenta. Il rumore aumenta fino a quando la respirazione si interrompe improvvisamente per qualche secondo, e il ciclo si ripete senza fine. Le conseguenze non riguardano solo la qualità del sonno: secondo un nuovo studio, le persone con OSA hanno un rischio maggiore del 71% di eventi cardiovascolari o di morte per tutte le cause rispetto a chi non convive con il disturbo. Lo studio sarà presentato al Congresso europeo sull’obesità ECO 2026, in programma a Istanbul dal 12 al 15 maggio, ed è frutto della collaborazione tra Imperial College Health Partners, Imperial College Healthcare NHS Trust di Londra e Eli Lilly and Company, che ne ha anche sponsorizzato il lavoro.

Obesità e OSA: un legame pericoloso

L’apnea ostruttiva del sonno è caratterizzata da ostruzioni ricorrenti delle vie aeree superiori e da una ridotta qualità del sonno, con impatto diretto sulla vita diurna e sul rischio cardiovascolare. Tra le persone con OSA, il 40-70% convive con sovrappeso o obesità, condizioni che aggravano il disturbo. Studi precedenti hanno dimostrato che la perdita di peso può ridurre la gravità dell’OSA, talvolta portando a remissione o a un miglioramento del rischio cardiometabolico. Nonostante le terapie raccomandate dalle linee guida, come i dispositivi CPAP (pressione positiva continua delle vie aeree), l’OSA rimane spesso sottodiagnosticata e sottotrattata, con conseguenze sulla morbilità, la mortalità e sull’uso delle risorse sanitarie.

I numeri dello studio

La ricerca ha analizzato le cartelle cliniche elettroniche anonime di 2,9 milioni di persone residenti nel nord-ovest di Londra. Sono stati confrontati 20.300 adulti con OSA con 97.412 soggetti di controllo, abbinati per età, stato di obesità, comorbidità e altri fattori demografici e clinici. I risultati confermano un rischio significativamente più alto di eventi cardiovascolari e mortalità tra chi soffre di OSA. Entro quattro anni dalla diagnosi: 26,3% dei pazienti con OSA ha manifestato eventi cardiovascolari o mortalità per tutte le cause, contro il 17,5% dei controlli. Le persone con OSA hanno mostrato anche maggiore incidenza di obesità (5,6% vs 4%), diabete (6,8% vs 4,6%), osteoartrite (4,2% vs 3%), ansia (5,2% vs 3,2%) e depressione (4,7% vs 3%). L’utilizzo delle risorse sanitarie è risultato superiore: visite di assistenza primaria 21 vs 14 per persona/anno, visite ambulatoriali 4 vs 1, giorni di ricovero 1 vs 0.

Diagnosi precoce e gestione dell’obesità

“Negli adulti, l’apnea ostruttiva del sonno è associata a un rischio maggiore di eventi cardiovascolari o mortalità per tutte le cause, soprattutto tra le persone obese, anche dopo aver tenuto conto dei fattori confondenti”, spiega Heather Fitzke, coautrice dello studio e ricercatrice presso l’Imperial College Health Partners di Londra. I dati evidenziano l’urgenza di interventi mirati: screening precoce, diagnosi tempestiva e strategie efficaci di gestione dell’obesità sono fondamentali per ridurre il rischio cardiovascolare e migliorare la qualità di vita dei pazienti. Ad oggi, questo è il più grande studio caso-controllo abbinato sull’apnea ostruttiva del sonno condotto al di fuori degli Stati Uniti. I risultati sottolineano non solo l’impatto clinico dell’OSA, ma anche la necessità di integrare la gestione del disturbo nelle strategie sanitarie di prevenzione e cura, considerando l’impatto sulle risorse e sui costi del sistema sanitario.

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