Pandemie 19 Febbraio 2026 11:05

Rischio di preeclampsia in gravidanza ridotto con vaccino Covid. Lo studio anche su pazienti italiane

La ricerca internazionale, coordinata dall’Università di Oxford e pubblicata su EClinicalMedicine (Lancet), ha mostrato benefici del vaccino anche per ridurre le occorrenze di parto pretermine, morbilità e mortalità materna o perinatale. 

di G.F.
Rischio di preeclampsia in gravidanza ridotto con vaccino Covid. Lo studio anche su pazienti italiane

La vaccinazione anti-Covid fatta in gravidanza, in particolare se accompagnata anche da una dose booster, riduce in maniera significativa in rischio di preeclampsia, complicanza ostetrica pericolosa per la vita di madre e feto. A dimostrarlo uno studio internazionale guidato dall’Università di Oxford e pubblicato sulla rivista EClinicalMedicine del gruppo Lancet, di cui il centro capofila è stato l’italiano IRCCS Ospedale San Raffaele.

La ricerca, che ha coinvolto 6.527 donne in gravidanza tra il 2020 e il 2022, si è svolta in 40 ospedali di 18 paesi del mondo, all’interno del consorzio Intercovid, una rete nata proprio durante la pandemia per analizzare gli esiti materni e perinatali di Covid-19.

Per l’Italia – oltre al San Raffaele con il professor Paolo Cavoretto, primo autore e medico ostetrico-ginecologo Responsabile della Medicina Materno Fetale presso l’Unità di Ginecologia e Ostetricia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele diretta dal professor Massimo Candiani – hanno partecipato gli hub ostetrico-ginecologici e pediatrici della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico Clinica Mangiagalli (Milano), l’IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna, l’IRCCS Gaslini di Genova, l’Ospedale Luigi Sacco -Università degli Studi di Milano e il Sant’Anna Hospital – AOU Città della Salute e della Scienza di Torino.

I risultati della ricerca sulle donne incinta

Dall’analisi dei dati sulle 6.527 donne in gravidanza, di cui 3.753 non vaccinate e 2.774 con una dose e 848 con il booster, è emerso che l’infezione da Covid-19 è associata ad un aumento del 45% del rischio di preeclampsia, che arriva anche al 78% nelle donne mai vaccinate. Il vaccino è invece associato ad una riduzione del rischio del 33% dopo la seconda dose e, nelle donne con comorbidità (diabete, ipertensione, patologie tiroidee) raggiunge il 58%.

L’associazione tra vaccinazione e rischio ridotto di preeclampsia resta importante anche tenendo conto di altri fattori di influenza per la gravidanza, a suggerire che anche in assenza di infezione da Covid, il vaccino consista comunque in un beneficio preventivo. Infatti, le donne vaccinate hanno mostrato anche un rischio ridotto del 30% singolarmente di altri esiti avversi in gravidanza, come parto pretermine, morbilità e mortalità materna o perinatale.

Preeclampsia e il ruolo del vaccino anti-Covid

La comparsa di preeclampsia nella donna in gravidanza avviene generalmente dopo la 20esima settimana e si presenta come ipertensione arteriosa associata a danni da organi, spesso accompagnata da presenza di proteine nelle urine (proteinuria). A livello globale, si presenta dal 3% all’8% dei casi di gravidanza e le sue origini non sono ancora chiare. La teoria più accreditata la vede legata ad una alterazione delle sviluppo della placenta, che genera uno stato di infiammazione che a sua volta va a compromettere vari organi tra cui i vasi sanguigni.

“Questi meccanismi sono gli stessi che si osservano nelle forme gravi di infezione da SARS-CoV-2 – spiega ancora Cavoretto, primo autore dello studio – è infatti noto che l’infezione da Covid-19 scateni una “tempesta citochinica” infiammatoria e produca per questo danni ai vasi sanguigni, aggravando la vulnerabilità della placenta”.

I vaccini anti-Covid in questo senso stimolano il sistema immunitario e permettono di riconoscere e neutralizzare il virus riducendo anche il rischio di infezione. Lo studio dimostra che c’è anche un’influenza positiva nei meccanismi del sistema immunitario e dei vasi sanguigni, fornendo una protezione anche in assenza di infezione virale.

“Questo è il primo risultato prospettico su larga scala che dimostra come la vaccinazione anti-Covid, in particolare con dose booster, possa contribuire alla prevenzione della preeclampsia – spiega il professor Paolo Cavoretto – In particolare, l’effetto protettivo è massimo nelle donne con comorbidità preesistenti, che sono proprio quelle a rischio più elevato”.

 “Lo studio conferma il valore dell’integrazione tra clinica e ricerca – conferma il professor Massimo Candiani –  che caratterizza l’eccellenza dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e il nostro impegno per una cura a 360 gradi delle nostre pazienti. Essere protagonisti di una collaborazione internazionale di questa portata è motivo di orgoglio e testimonia la rilevanza globale del nostro lavoro”.