Dalla Redazione 19 Giugno 2026 10:14

Reti oncologiche regionali, Agenas riunisce l’Osservatorio: al centro equità, accessibilità e governo dei percorsi di cura

La presenza delle realtà di advocacy all’interno del confronto consente di riportare nella governance delle reti il punto di vista di chi vive direttamente l’esperienza della malattia e dei percorsi assistenziali.

Si è riunito in plenaria, presso Agenas, l’Osservatorio per il monitoraggio delle Reti Oncologiche Regionali. Un appuntamento che ha rappresentato un momento di confronto tra i diversi attori coinvolti, a vario livello, nel funzionamento delle reti: dai coordinatori regionali alle amministrazioni centrali, dalle associazioni dei pazienti alle società scientifiche.

Il tema è centrale per la governance del Servizio sanitario nazionale, perché le reti oncologiche non sono soltanto un modello organizzativo, ma uno strumento attraverso cui rendere più omogenei, accessibili ed equi i percorsi di cura per i cittadini. In oncologia, dove la presa in carico richiede competenze multidisciplinari, integrazione tra strutture e continuità assistenziale, il governo unitario dei servizi diventa una condizione essenziale per evitare frammentazioni e disuguaglianze territoriali.

Secondo quanto comunicato da Agenas, nel corso dell’incontro è stato confermato il ruolo dell’Osservatorio come leva di cambiamento culturale e organizzativo delle reti. Il lavoro è partito da un’analisi strutturata dei dati 2024 relativi all’attivazione e al funzionamento delle reti oncologiche in tutte le Regioni. Su questa base sono state pianificate le linee di attività per i prossimi due anni.

La prospettiva indicata è quella di superare una logica meramente di controllo, per puntare invece sulla responsabilizzazione di tutti gli attori coinvolti. La rete oncologica, infatti, serve a garantire il governo unitario di un insieme articolato di strutture e soggetti complementari. L’obiettivo è costruire un modello organizzativo comune, capace di assicurare accessibilità, efficacia, omogeneità ed equità nei percorsi di cura.

È proprio su questo punto che emerge il valore del coinvolgimento delle associazioni dei pazienti. La presenza delle realtà di advocacy all’interno del confronto consente di riportare nella governance delle reti il punto di vista di chi vive direttamente l’esperienza della malattia e dei percorsi assistenziali. Accesso alle cure, continuità della presa in carico, orientamento nei servizi, equità tra territori e qualità dei percorsi sono aspetti che incidono concretamente sulla vita delle persone e delle famiglie.

Il confronto riunito in Agenas conferma quindi la necessità di una governance multilivello, nella quale istituzioni, Regioni, professionisti, società scientifiche e associazioni dei pazienti lavorino in modo coordinato. Per i cittadini, una rete oncologica efficace significa poter contare su percorsi chiari, integrati e non dipendenti esclusivamente dal luogo di residenza. Per il sistema sanitario, significa rafforzare la capacità di programmare, monitorare e migliorare i servizi sulla base di dati condivisi.

L’incontro, riferisce Agenas, si è svolto in un clima di ampia partecipazione e condivisione dell’impegno comune. Il lavoro svolto finora è stato consolidato e l’obiettivo indicato è arrivare entro la fine dell’anno alla presentazione pubblica dello stato dell’arte delle reti oncologiche regionali, sulla base dei dati 2025.

La sfida, ora, sarà tradurre il monitoraggio in azioni capaci di incidere sull’organizzazione dei servizi e sull’esperienza concreta dei pazienti. In un ambito ad alto impatto assistenziale come quello oncologico, la rete rappresenta uno snodo fondamentale per garantire non solo qualità clinica, ma anche equità di accesso, continuità dei percorsi e maggiore prossimità del sistema sanitario ai bisogni delle persone