Via libera del Consiglio dei ministri allo schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva europea sulla qualità dell'aria. Previsti valori più restrittivi per polveri sottili e altri inquinanti
L’Italia compie un nuovo passo verso standard più rigorosi nella lotta all’inquinamento atmosferico. Il Consiglio dei ministri ha approvato lo schema di decreto legislativo che recepisce la Direttiva Ue 2024/2881 sulla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa, introducendo un aggiornamento della normativa nazionale con l’obiettivo di rafforzare la tutela della salute pubblica e dell’ambiente. Il provvedimento, adottato in attuazione della legge di delegazione europea 2024, punta a rendere più efficace il sistema di monitoraggio e gestione della qualità dell’aria, intervenendo sulle criticità emerse nell’applicazione della disciplina vigente e allineando l’Italia ai nuovi obiettivi fissati dall’Unione europea.
Limiti più severi per gli inquinanti
Tra le principali novità figurano valori limite più stringenti per alcuni dei principali inquinanti atmosferici. Le nuove soglie riguarderanno il particolato fine (Pm2,5), il Pm10, il biossido di azoto (NO2) e il biossido di zolfo (SO2) e diventeranno operative a partire dal 2030, secondo il calendario previsto dalla normativa europea. L’obiettivo è ridurre ulteriormente l’esposizione della popolazione agli inquinanti atmosferici, responsabili di un importante impatto sulla salute, soprattutto per quanto riguarda le malattie cardiovascolari, respiratorie e alcune patologie croniche.
Piani di qualità dell’aria con tempi definiti
Il decreto introduce anche un rafforzamento degli strumenti di programmazione. In presenza del superamento dei limiti previsti, i piani regionali per la qualità dell’aria dovranno essere predisposti entro scadenze definite e contenere misure in grado di riportare le concentrazioni degli inquinanti entro i valori consentiti nel minor tempo possibile. Accanto ai piani, viene introdotto un nuovo strumento operativo, rappresentato dalle “tabelle di marcia”, pensate per accompagnare il percorso verso il raggiungimento degli obiettivi europei attraverso una pianificazione progressiva degli interventi. L’attuazione delle misure continuerà a coinvolgere in prima linea Regioni ed enti locali, chiamati a tradurre sul territorio gli interventi previsti dalla normativa. Parallelamente, il decreto punta a rafforzare l’informazione ai cittadini, rendendo più accessibili e tempestivi i dati sulla qualità dell’aria e sui livelli di esposizione agli inquinanti.
Più attenzione agli ambienti chiusi
Una delle novità riguarda anche gli ambienti indoor considerati più sensibili, come scuole, ospedali e uffici pubblici. Il testo introduce valori di riferimento per la qualità dell’aria negli spazi chiusi e prevede procedure dedicate alla valutazione e alla gestione del rischio, con l’obiettivo di migliorare la protezione delle persone che trascorrono gran parte della giornata in questi ambienti. “Con questo provvedimento rafforziamo il quadro nazionale di prevenzione e contrasto all’inquinamento, con più strumenti a disposizione per la tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente”, ha dichiarato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, commentando l’approvazione dello schema di decreto. L’adeguamento alla nuova direttiva europea rappresenta un passaggio importante verso standard ambientali più elevati e si inserisce nella strategia comunitaria che punta, entro i prossimi anni, a ridurre l’impatto dell’inquinamento atmosferico sulla salute e sugli ecosistemi.
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