Salute 6 Agosto 2026 10:30

PTSD, un farmaco a base di THC elimina gli incubi in oltre un terzo dei pazienti

Uno studio pubblicato su Nature Medicine mostra che il Dronabinol riduce significativamente gli incubi legati al disturbo da stress post-traumatico, con benefici superiori al placebo.

di Arnaldo Iodice
PTSD, un farmaco a base di THC elimina gli incubi in oltre un terzo dei pazienti

Un farmaco a base di THC potrebbe rappresentare una nuova opzione terapeutica per uno dei sintomi più invalidanti del disturbo da stress post-traumatico (PTSD): gli incubi ricorrenti. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Nature Medicine, nel quale i ricercatori della Charité – Universitätsmedizin Berlin hanno valutato l’efficacia del Dronabinol, un medicinale soggetto a prescrizione contenente tetraidrocannabinolo (THC), il principale composto psicoattivo della cannabis.

Lo studio ha coinvolto oltre 170 persone con PTSD e frequenti incubi correlati al trauma. Dopo dieci settimane di trattamento, più della metà dei partecipanti ha risposto positivamente alla terapia e oltre un terzo ha riferito la completa scomparsa degli incubi. Il PTSD può svilupparsi dopo eventi estremamente traumatici, come guerre, aggressioni, incidenti gravi o catastrofi naturali. Tra i sintomi più caratteristici vi sono i flashback e la ripetuta riviviscenza dell’evento traumatico, anche durante il sonno, con episodi che compromettono gravemente il riposo e la qualità della vita.

Poiché le terapie farmacologiche oggi disponibili offrono spesso benefici limitati proprio sugli incubi, i risultati della ricerca aprono nuove prospettive per il trattamento di una manifestazione clinica particolarmente difficile da controllare.

Perché gli incubi del PTSD sono così difficili da curare

Nel disturbo da stress post-traumatico il cervello fatica a elaborare correttamente i ricordi traumatici, che rimangono “intrappolati” e possono riemergere in modo improvviso e involontario. Durante il sonno REM, la fase in cui si concentrano i sogni più vividi, molte persone rivivono l’evento traumatico con un’intensità tale da svegliarsi nel panico, sviluppando insonnia cronica e, in alcuni casi, persino il timore di addormentarsi. I trattamenti oggi impiegati comprendono antidepressivi e alcuni farmaci antipertensivi, ma la loro efficacia sugli incubi è spesso modesta e in Germania, come in molti altri Paesi, non esiste ancora un medicinale specificamente approvato per questa indicazione.

Il ruolo del THC e del sistema endocannabinoide

Il Dronabinol contiene THC estratto dalla pianta di cannabis e agisce sul sistema endocannabinoide, una rete di recettori coinvolta nella regolazione del sonno, dello stress e dell’elaborazione delle emozioni. Secondo il professor Stefan Röpke, responsabile dello studio, esistono prove che il THC riduca l’attività onirica durante il sonno REM, attenuando così le risposte di stress che alimentano gli incubi traumatici. I cannabinoidi sono già utilizzati in ambito medico, soprattutto nel trattamento del dolore cronico quando le terapie convenzionali non risultano efficaci o provocano effetti collaterali importanti. L’ipotesi dei ricercatori era che modulando i circuiti cerebrali coinvolti nella memoria emotiva fosse possibile ridurre la frequenza e l’intensità degli incubi senza compromettere la sicurezza del paziente.

Lo studio: efficacia superiore al placebo e buona tollerabilità

La sperimentazione è stata condotta con un rigoroso disegno randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, considerato il riferimento per valutare nuovi trattamenti. Per dieci settimane i partecipanti hanno assunto ogni sera gocce di Dronabinol oppure un placebo identico nell’aspetto e nell’aroma. Al termine dello studio, la gravità degli incubi era diminuita in misura significativamente maggiore nel gruppo trattato con THC. Su una scala da zero a otto, il punteggio medio si è ridotto di 3,7 punti contro i 2,2 punti osservati nel gruppo placebo.

Oltre un terzo dei pazienti trattati ha dichiarato di non avere più incubi, mentre un ulteriore 21% ha riferito una riduzione di almeno il 50% della loro frequenza. Circa cinque pazienti su sei hanno inoltre percepito un miglioramento generale del proprio stato di salute. Il beneficio sembrava concentrarsi soprattutto sulla qualità del sonno e sugli incubi, senza una chiara riduzione della gravità complessiva del PTSD o della depressione eventualmente associata.

Sicurezza, limiti dello studio e prospettive future

Lo studio fornisce indicazioni rassicuranti anche sul profilo di sicurezza del trattamento. Non sono stati registrati effetti collaterali gravi né segni di dipendenza o sintomi di astinenza dopo la sospensione del farmaco. Gli eventi avversi osservati con maggiore frequenza sono stati per lo più lievi o moderati, tra cui vertigini, cefalea e aumento dell’appetito. Nonostante i risultati promettenti, gli autori invitano alla prudenza. La durata della sperimentazione è stata limitata a dieci settimane e sarà necessario verificare se il beneficio clinico si mantenga anche nel lungo periodo, oltre a valutare l’eventuale sviluppo di tolleranza al THC dopo trattamenti prolungati. Ulteriori studi dovranno inoltre chiarire quali categorie di pazienti possano trarre il maggiore vantaggio dalla terapia e se il Dronabinol possa essere efficacemente integrato con psicoterapia e altri trattamenti farmacologici.

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