Lavoro e Professioni 14 Gennaio 2020 15:37

Terapisti occupazionali, Papino (AITO): «Ci prendiamo cura di chi ha problemi di ‘benessere’. Ora sediamoci ai tavoli per migliorare qualità»

«Dal riconoscimento della professione alla creazione dell’Ordine, questa lunga avventura ci ha tenuti uniti alle altre professioni», sottolinea Elisa Papino, Past President dell’Associazione Italiana terapisti occupazionali

«Pensate alle cose belle della vita: incontrare gli amici, passeggiare, giocare a calcio. Quando non sei più in grado di farle, è un peccato. Pensate invece alle cose più semplici di ogni giorno: alzarsi dal letto al mattino, lavarsi, cucinare, andare al lavoro o a scuola. Quando queste cose diventano difficili è ancora peggio, diventa un grande problema». Il sito dell’AITO, Associazione italiana Terapisti Occupazionali, racconta così il campo di azione di questo specialista confluito con la legge Lorenzin nel maxi Ordine delle professioni sanitarie TSRM e PSTRP. Il terapista occupazionale aiuta infatti il soggetto a essere il più autonomo possibile e a riacquisire quella ‘dignità’ persa, per esempio, in seguito a una malattia o a un incidente. «Ci occupiamo delle persone che in qualche modo, per un problema di salute o di disagio nel sociale, hanno problemi di benessere» spiega a Sanità Informazione Elisa Papino, Past president AITO. L’associazione di categoria maggiormente rappresentativa ha partecipato al processo di costruzione dell’Ordine ed è stata protagonista al primo storico Congresso che si è tenuto a Rimini lo scorso ottobre. Un momento “emozionante” lo definisce Papino che poi espone le richieste della categoria alla politica: «Vogliamo sentirci parte di un tutto per dare il nostro contributo e sederci ai tavoli per migliorare la qualità del servizio».

LEGGI ANCHE: TERAPISTI OCCUPAZIONALI, MICHELE SENATORE (AITO): «AIUTIAMO LA PERSONA A RIACQUISTARE DIGNITÀ E AUTONOMIA NEL PROPRIO CONTESTO DI VITA»

Come state vivendo questo processo di creazione dell’ordine?

«È una emozione perché come professione, data la mia età, ho vissuto tutta la storia dagli inizi, quando erano riconosciute le scuole ma non le professioni, poi sono state riconosciute le professioni e poi i corsi di laurea. Infine la battaglia per avere l’ordine professionale. Questa è stata una lunga avventura che ci ha tenuti compatti con le altre professioni. Quindi emozione ma slancio per il futuro perché qui comincia una storia».

Voi quanti siete come professionisti?

«Intorno ai duemila ma siamo largamente rappresentati in Europa e nel mondo perché è una professione di antica data. Ha una storia molto recente in Italia».

Cosa fate in concreto?

«È una professione dell’area della riabilitazione, si colloca in questo contesto. Noi praticamente ci occupiamo delle persone che in qualche modo, per un problema di salute o di disagio nel sociale, hanno problemi di benessere. Ci occupiamo di persone da zero a 90 anni. Il nostro obiettivo è quello di favorire la vita delle persone nella quotidianità e nel recupero delle abilità sociali, familiari, nei ruoli, laddove questo viene intaccato».

Se un paziente ha bisogno di un terapista occupazionale, dove lo trova?

«Ci trova nelle strutture sanitarie pubbliche. Siamo molto nel privato, siamo anche consulenti all’interno di scuole di ogni ordine e grado e forniamo anche consulenze presso le comunità di recupero per i tossicodipendenti».

Cosa chiedete alla politica?                                                       

«Di lavorare insieme, di farci sentire parte di un tutto per dare il nostro contributo. Di sederci ai tavoli per migliorare la qualità del servizio».

 

 

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy e Associazioni

Inclusione e talento, il coro Anffas emoziona il pubblico del festival di Sanremo

Ieri sera sul palco dell’Ariston l’esibizione del Coro Anffas di La Spezia con “Si può dare di più”. Un momento di forte valore sociale che ha acceso i riflettori...
di Isabella Faggiano
Nutri e Previeni

Frutta cotta, poca carne, legumi e 5 km al giorno: il menu di Garattini icona della longevità

A 97 anni, il fondatore dell’Istituto Mario Negri presenta il suo nuovo libro e racconta le scelte che scandiscono le sue giornate, dall’alimentazione quotidiana al movimento costante, mos...
di Viviana Franzellitti
Salute

Cervello, ‘fare’ i nonni lo protegge: il declino cognitivo frena quando ci si prende cura dei nipoti

Un nuovo studio dell’Università di Tilburg dimostra che i nonni che si occupano dei bambini ottengono punteggi più alti nei test di memoria e fluidità verbale, e le nonne mo...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano