Salute 27 Agosto 2025 09:20

PNR 2024: Italia promossa nei controlli su sicurezza alimentare e residui

L'andamento delle non conformità è risultato in linea con i risultati degli ultimi anni, con percentuali di irregolarità leggermente inferiori rispetto a quelli registrati in ambito comunitario
PNR 2024: Italia promossa nei controlli su sicurezza alimentare e residui

La sicurezza alimentare non è mai un tema secondario: garantire che carne, latte, uova, miele o pesce che arrivano sulle nostre tavole siano privi di sostanze vietate o oltre i limiti consentiti è uno dei compiti principali del Ministero della Salute.
Ogni anno viene redatto il Piano Nazionale Residui (PNR), una vera e propria “radiografia” dei controlli eseguiti in tutta Italia. Il documento 2024 racconta i risultati ottenuti e offre alcune raccomandazioni per migliorare ancora di più il sistema.

Quanti controlli sono stati fatti

Nel 2024 sono stati analizzati quasi 27 mila campioni provenienti da animali e prodotti di origine animale. Si tratta di una mole impressionante di verifiche: per ogni campione, infatti, vengono cercate in media una quindicina di possibili sostanze. Il risultato è che sono state effettuate circa 400 mila analisi, alla ricerca di residui di farmaci veterinari, ormoni, pesticidi, contaminanti ambientali e altre sostanze indesiderate.

Cosa è emerso

Il quadro che emerge è, nel complesso, positivo:

  • Le non conformità (cioè i campioni che hanno dato esito irregolare) sono state pochissime, pari allo 0,14% del totale.

  • In alcuni ambiti i valori italiani sono addirittura migliori della media europea.

  • Non sono state trovate irregolarità nei prodotti provenienti dai Paesi Terzi (importazioni) né nei controlli aggiuntivi effettuati da Regioni e laboratori.

L’unica nota da segnalare riguarda i controlli su sospetto, cioè quelli fatti quando c’è già un’indicazione di possibile rischio. In questo caso la percentuale di positività è salita a circa il 4%, segno che quando c’è un campanello d’allarme le indagini vanno prese molto sul serio.

Come hanno lavorato le Regioni

Il piano non si limita a verificare i prodotti, ma valuta anche l’organizzazione del sistema di controlli. Tutte le Regioni e Province autonome hanno rispettato in pieno gli obiettivi minimi fissati, con performance superiori al 98%.
Sono emersi però alcuni ritardi nella consegna dei campioni ai laboratori e, in alcuni casi, nella comunicazione dei dati. Si tratta di aspetti organizzativi che non incidono sulla sicurezza degli alimenti, ma che vanno migliorati per rendere il sistema ancora più efficiente.

Le conclusioni

La relazione sottolinea che l’Italia si è mossa bene, riuscendo a gestire senza intoppi anche la nuova normativa europea entrata in vigore di recente. Il coordinamento tra Ministero, Regioni, laboratori e sistema informatico RaDISAN è stato giudicato efficace.

In sintesi: il sistema di controllo funziona, è solido e garantisce elevati standard di sicurezza alimentare.

Le azioni raccomandate per il futuro

Nonostante i buoni risultati, il documento individua alcune aree su cui intervenire:

  1. Rispetto delle scadenze: i campioni devono arrivare più velocemente nei laboratori e i dati vanno caricati in tempo reale nei sistemi informatici.

  2. Documentazione più chiara: i verbali di prelievo devono specificare meglio la tipologia di piano a cui appartiene ogni campione.

  3. Codifiche corrette: occorre uniformare l’uso dei codici e delle classificazioni, per evitare errori nei conteggi.

  4. Aderenza ai programmi: i campionamenti devono seguire fedelmente quanto previsto, e ogni eventuale modifica deve essere giustificata.

  5. Monitoraggio continuo: usare i report digitali per accorgersi subito di eventuali scostamenti.

  6. Attenzione alle analisi “extra”: i laboratori non devono inserire nel piano sostanze non previste.

  7. Più attenzione alle importazioni: quando non si riesce a completare il programma di controlli sui prodotti esteri, bisogna motivare e correggere gli scostamenti.

  8. Validazione dei metodi analitici: i laboratori devono distinguere chiaramente tra analisi di screening e analisi di conferma, per garantire risultati scientificamente solidi.

In conclusione

Il PNR 2024 ci consegna un quadro rassicurante: i controlli italiani sugli alimenti di origine animale sono capillari, ben organizzati e producono risultati che ci pongono tra i Paesi più attenti in Europa.
Le raccomandazioni finali non riguardano tanto la sostanza – che è positiva – quanto la forma: velocità, precisione e uniformità di procedure.
Un sistema che funziona, insomma, ma che deve continuare a perfezionarsi per restare un punto di riferimento in Europa nella tutela della salute dei consumatori

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