Studio PrEggNut su 2.137 donne: aumentare il consumo di uova e arachidi durante gravidanza e allattamento non riduce il rischio di allergia nei bambini a un anno.
Uno studio clinico randomizzato ha rilevato che aumentare il consumo di uova e arachidi durante la gravidanza e i primi mesi di allattamento non riduce significativamente il rischio che il bambino sviluppi un’allergia a questi alimenti entro il primo anno di vita. La ricerca, denominata PrEggNut, ha coinvolto 2.137 donne in gravidanza i cui bambini presentavano un rischio maggiore di sviluppare malattie allergiche a causa di una storia familiare.
Le partecipanti sono state divise casualmente in due gruppi. Alle donne del primo gruppo è stato chiesto di seguire una dieta ricca di uova e arachidi, iniziando prima della 23ª settimana di gravidanza e proseguendo fino a quattro mesi dopo il parto, durante l’allattamento. Le partecipanti dovevano consumare almeno sei uova e 60 arachidi alla settimana. Le donne del gruppo con dieta standard, invece, non dovevano consumare più di tre uova e 30 arachidi settimanali. Quando i bambini hanno compiuto un anno, sono stati valutati per la presenza di allergie alle uova e alle arachidi. I risultati hanno mostrato che il rischio era sostanzialmente analogo nei due gruppi. Lo studio è stato pubblicato sul New England Journal of Medicine.
Alcuni studi randomizzati sull’alimentazione precoce dei neonati hanno messo in discussione l’idea che evitare gli alimenti allergenici sia il modo migliore per prevenire le allergie. Le ricerche hanno suggerito che un’introduzione precoce potrebbe invece favorire lo sviluppo della tolleranza. Rimaneva però da stabilire quanto precocemente dovesse avvenire l’esposizione e, in particolare, se il processo potesse iniziare già durante la gravidanza e proseguire nei primi mesi di allattamento.
La questione è legata anche all’osservazione che alcuni bambini predisposti alle allergie mostrano già a quattro mesi risposte immunitarie alle uova. Le attuali indicazioni, che prevedono l’introduzione degli alimenti allergenici tra i quattro e i sei mesi, potrebbero quindi essere troppo tardive per alcuni di questi bambini.
Durante la gravidanza, il feto entra infatti in contatto con gli allergeni alimentari presenti nel liquido amniotico e, dopo la nascita, può incontrare nuovamente le stesse proteine attraverso il latte materno.
Lo studio PrEggNut è stato condotto ad Adelaide, Melbourne, Perth e Sydney, in Australia, con un disegno randomizzato in singolo cieco. Le 2.137 donne partecipanti sono state assegnate a due gruppi di dimensioni analoghe, caratterizzati da differenti quantità di uova e arachidi nella dieta. L’obiettivo dei ricercatori era verificare se una maggiore esposizione materna a questi alimenti durante la gravidanza e l’allattamento potesse ridurre il rischio di allergia nei figli. A un anno di età, i bambini sono stati sottoposti a test per verificare la presenza di allergie alle uova e alle arachidi. La valutazione iniziava con un prick test cutaneo. Nei casi in cui il risultato fosse positivo, si procedeva con un test di provocazione orale. Durante quest’ultimo esame, i medici osservavano attentamente il bambino mentre assumeva piccole quantità di uova strapazzate o burro di arachidi, così da confermare l’effettiva presenza dell’allergia.
Nel complesso, il 7,8% dei bambini le cui madri avevano seguito la dieta ad alto consumo di uova e arachidi ha sviluppato un’allergia a questi alimenti, rispetto all’8,4% dei bambini appartenenti al gruppo di controllo. Per l’allergia alle uova, la percentuale è stata del 6,2% nel gruppo ad alto consumo e del 7,2% in quello con dieta standard. Per le arachidi, invece, il dato è risultato identico nei due gruppi: 2,6%. Anche i tassi di eczema sono risultati comparabili.
I risultati del trial indicano quindi che una dieta materna ricca di uova e arachidi durante la gravidanza e i primi quattro mesi di allattamento non ha comportato una riduzione significativa del rischio di allergia nei bambini. Nonostante l’esposizione alle proteine alimentari possa avvenire naturalmente già durante la vita intrauterina e attraverso il latte materno, l’aumento della quantità di questi alimenti nella dieta della madre non ha mostrato un effetto preventivo sugli esiti allergici valutati a un anno.
I dati riguardanti le singole allergie confermano questo quadro: la differenza osservata per l’allergia alle uova è stata contenuta, mentre per quella alle arachidi le percentuali sono risultate esattamente uguali nei due gruppi. Anche l’eczema ha presentato tassi comparabili. Secondo i risultati dello studio, dunque, aggiungere maggiori quantità di uova e arachidi alla dieta durante la gravidanza non protegge il bambino dallo sviluppo di allergie a questi alimenti.
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