Salute 21 Luglio 2026 15:40

Perdere il lavoro cambia la personalità: gli effetti colpiscono anche chi ti vive accanto

Una ricerca della Sapienza Università di Roma e della University of California Davis mostra che la disoccupazione può modificare nel tempo alcuni tratti della personalità, con effetti che coinvolgono anche il partner

di Viviana Franzellitti
Perdere il lavoro cambia la personalità: gli effetti colpiscono anche chi ti vive accanto

Perdere il lavoro non significa soltanto affrontare una riduzione del reddito o l’incertezza economica. Può avere conseguenze profonde sul benessere psicologico e persino sul modo in cui una persona affronta la vita e si relaziona con gli altri. È quanto emerge da uno studio condotto dalla Sapienza Università di Roma insieme alla University of California Davis (UC Davis), pubblicato sul Journal of Personality and Social Psychology. I ricercatori hanno seguito oltre 1.100 adulti per 16 anni, analizzando come la perdita dell’occupazione influenzi i principali tratti della personalità sia nelle persone single sia all’interno delle coppie. I risultati mostrano che la disoccupazione può alterare caratteristiche fondamentali come coscienziosità, amicalità e stabilità emotiva, con effetti che, in alcuni casi, si estendono anche al partner, evidenziando come la perdita del lavoro rappresenti una sfida non solo economica, ma anche sanitaria e sociale.

La disoccupazione lascia un segno anche sulla salute psicologica

Quando si parla di perdita del lavoro, l’attenzione si concentra spesso sulle difficoltà economiche. Lo studio invita invece a considerare un aspetto meno evidente ma altrettanto importante: l’impatto sulla salute mentale e sulla personalità. Secondo i ricercatori, perdere l’occupazione può interrompere il normale percorso di maturazione psicologica che accompagna l’età adulta. In particolare, si osserva una riduzione della coscienziosità, cioè della capacità di organizzarsi, pianificare e perseguire obiettivi, insieme a un calo dell’amicalità, il tratto che favorisce collaborazione, empatia e rapporti positivi con gli altri. Anche la stabilità emotiva sembra risentirne. In condizioni normali tende ad aumentare con l’età, ma la perdita del lavoro può rallentare o interrompere questo processo, rendendo più difficile gestire stress, incertezza e cambiamenti.

Gli effetti non riguardano solo chi perde il lavoro

Uno degli aspetti più innovativi della ricerca riguarda ciò che accade all’interno della coppia. Gli studiosi hanno osservato un fenomeno definito “spillover”, cioè una ricaduta degli effetti psicologici della disoccupazione sul partner che continua a lavorare. In alcuni casi, le modifiche della personalità risultano addirittura più marcate nel partner occupato rispetto alla persona che ha perso il lavoro.

Dopo la perdita dell’occupazione del compagno o della compagna, la coscienziosità tende inizialmente a diminuire, per poi aumentare come possibile strategia di adattamento: una reazione che potrebbe riflettere il tentativo di compensare l’instabilità assumendosi maggiori responsabilità nella gestione della famiglia. Diverso il comportamento dell’amicalità, che mostra invece un calo progressivo prima e dopo l’evento, suggerendo un possibile irrigidimento nelle relazioni personali. Anche estroversione e apertura mentale tendono a ridursi nel tempo.

Le differenze tra uomini e donne

Lo studio evidenzia anche una significativa differenza di genere. Gli effetti indiretti della disoccupazione risultano più intensi quando a perdere il lavoro è l’uomo. In queste situazioni il partner occupato manifesta nel tempo un calo più marcato di tratti come amicalità, coscienziosità e apertura mentale rispetto ai casi in cui la persona disoccupata è una donna. Secondo gli autori, questo risultato potrebbe riflettere il peso che gli stereotipi sociali continuano ad attribuire al ruolo lavorativo maschile, con ripercussioni che vanno oltre la sfera economica e coinvolgono l’equilibrio psicologico della coppia.

Perché questa ricerca è importante anche per la sanità

I risultati dello studio rafforzano l’idea che la disoccupazione rappresenti un determinante sociale della salute, con effetti che non si limitano al reddito ma interessano il benessere psicologico, la qualità delle relazioni e la capacità di affrontare situazioni di stress. Per il sistema sanitario questo significa riconoscere che le persone che perdono il lavoro possono essere maggiormente esposte a disagio psicologico, ansia, depressione e isolamento sociale, condizioni che richiedono percorsi di presa in carico tempestivi e integrati. La ricerca suggerisce inoltre l’importanza di estendere l’attenzione anche ai familiari e ai partner, spesso coinvolti indirettamente nelle conseguenze emotive della disoccupazione.

Cosa cambia per pazienti e servizi di supporto

Comprendere che la perdita del lavoro può modificare nel tempo aspetti profondi della personalità apre nuove prospettive anche sul fronte della prevenzione. Accanto agli strumenti di sostegno economico e alle politiche per il reinserimento lavorativo, potrebbero assumere un ruolo sempre più importante servizi di supporto psicologico, counseling e programmi dedicati al benessere mentale, rivolti non solo a chi perde l’occupazione ma anche al nucleo familiare. Intervenire precocemente potrebbe contribuire a limitare gli effetti della disoccupazione sulla salute mentale, favorendo una migliore capacità di adattamento e riducendo il rischio che il disagio psicologico si trasformi in un problema cronico con ricadute sulla qualità della vita.

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato