La Camera dei deputati avvia un’indagine conoscitiva per valutare l’introduzione dell’ora legale permanente. Sul tavolo risparmi energetici miliardari, benefici ambientali e possibili ricadute sulla salute. Entro giugno le conclusioni
L’ora legale potrebbe non essere più solo un appuntamento stagionale. Con il via libera della X Commissione Attività Produttive della Camera dei deputati all’indagine conoscitiva, si apre infatti la strada a una possibile introduzione stabile per tutto l’anno. L’obiettivo è valutare in modo approfondito benefici, effetti e criticità dello stop al cambio semestrale dell’orario, un tema che negli ultimi anni è tornato al centro del dibattito europeo e nazionale.
Dal dibattito europeo allo stallo
Il percorso non nasce oggi. Già nel 2018 la Commissione europea aveva avviato una consultazione pubblica che aveva coinvolto 4,6 milioni di cittadini: l’84% si era espresso a favore dell’abolizione del cambio d’ora. L’anno successivo, il Parlamento europeo aveva approvato una proposta per lasciare ai singoli Stati la scelta tra ora legale o solare permanente. Tuttavia, la pandemia e le divergenze tra i Paesi membri hanno bloccato il processo, lasciando la questione in sospeso.
Risparmi energetici e benefici ambientali
A sostenere la possibile introduzione dell’ora legale permanente sono soprattutto i dati. Secondo le rilevazioni di Terna, tra il 2004 e il 2025 l’adozione dell’ora legale ha consentito all’Italia di risparmiare oltre 12 miliardi di kWh di energia elettrica, con un beneficio economico per i cittadini stimato in circa 2,3 miliardi di euro. Accanto al risparmio economico, emergono anche effetti positivi sull’ambiente. La Società Italiana di Medicina Ambientale evidenzia una riduzione annuale delle emissioni di CO2 compresa tra 160mila e 200mila tonnellate, un valore paragonabile a quello che si otterrebbe piantando tra 2 e 6 milioni di alberi.
Impatti su economia, produttività e salute
L’indagine conoscitiva approvata dalla Camera punta a costruire un quadro complessivo che tenga insieme sostenibilità energetica, competitività economica e ricadute sociali. Tra gli obiettivi principali figurano il confronto tra il sistema attuale e l’eventuale adozione dell’ora legale permanente, la valutazione degli effetti sul tessuto produttivo e sull’organizzazione dei tempi di vita e di lavoro, oltre all’analisi delle implicazioni per la salute dei cittadini. Proprio su questo fronte, il tema si intreccia con la medicina ambientale e con gli effetti dei ritmi circadiani, sempre più al centro dell’attenzione scientifica.
Audizioni e tempi dell’indagine
Il prossimo passo sarà l’avvio delle audizioni. In Commissione saranno chiamati a intervenire rappresentanti delle istituzioni, autorità indipendenti, organismi europei, associazioni di categoria, consumatori ed esperti del mondo accademico e della ricerca. Non si esclude anche la valutazione di una fase sperimentale, con una possibile proroga dell’ora legale per testarne gli effetti sul campo. L’indagine conoscitiva dovrà concludersi entro il 30 giugno. Solo allora il Parlamento potrà disporre di un quadro aggiornato e completo per decidere se superare definitivamente il cambio stagionale dell’ora. Una scelta che non riguarda solo lancette e orologi, ma che incrocia energia, ambiente, economia e salute, ridisegnando potenzialmente il rapporto tra tempo sociale e tempo biologico.
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