One Health 17 Ottobre 2024 16:36

Animali da compagnia: Bernasconi (FNOVI): “Stimolano l’invecchiamento attivo e educano i più piccoli all’inclusività”

La consigliera FNOVI: "Necessario istituire un’assicurazione sanitaria che possa coprire sia le spese per le prestazioni veterinarie, che quelle per l’acquisto di farmaci"
Animali da compagnia: Bernasconi (FNOVI): “Stimolano l’invecchiamento attivo e educano i più piccoli all’inclusività”

“Il 42% delle famiglie italiane gode della compagnia di un amico a quattro zampe, un vero toccasana sia per la salute degli anziani, che dei più piccoli”. Ad assicurarlo, in un’intervista a Sanità Informazione, è la dottoressa Carlotta Bernasconi, presidente dell’Ordine di Milano dei Veterinari e consigliera FNOVI, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Veterinari Italiani. A conferma di quanto la presenza di un animale domestico possa migliorare non solo la salute fisica, ma anche quella psicologica delle persone, in particolare degli over 60, arriva anche un sondaggio condotto da Aisa-Federchimica, l’Associazione Nazionale Imprese Salute Animale, effettuato con l’obiettivo di approfondire il tema del valore dei pet all’interno della società in chiave di reciprocità, con particolare riferimento alla ‘silver age’.

Un sostegno all’invecchiamento attivo

Un animale da compagnia è in grado di animare sia la casa che la vita di una persona: “Pensiamo ad un anziano che vive solo – continua la dottoressa Bernasconi – e che per prendersi cura del proprio cane farà due o tre passeggiate all’aperto nell’arco di una giornata o si dedicherà alla preparazione dei pasti per il proprio gatto. In altre parole, possedere un animale domestico stimola a mantenersi vivi e attivi, per garantire loro le cure di cui necessitano”. Dal sondaggio condotto da Aisa-Federchimicandicano emerge che l’animale domestico è considerato un membro della famiglia per oltre la metà degli intervistati e quasi nove su 10 ritengono che avere cura di loro contribuisca in modo significativo alla salute psicofisica dei senior e in generale delle persone  più fragili. Tra gli over 60, il 63% di chi vive con un animale domestico valuta il proprio benessere psicologico in modo più positivo rispetto a chi non possiede un pet. Inoltre, il 79%  degli italiani ritiene che vivere con un animale domestico o prendersene cura contribuisca significativamente a migliorare la salute fisica e rafforzare il sistema immunitario.

I benefici per i più piccoli

Gli animali da compagnia sono, dunque, una fonte insostituibile di benessere per milioni di italiani, in particolare per le persone più fragili.  “Anche i bambini possono trarre numerosi benefici dalla compagnia di un animale domestico. Non solo in termini di responsabilizzazione per il loro accudimento, ma anche per la possibilità di sperimentare in modo diretto e ravvicinato le varie fasi della vita – aggiunge la veterinaria -. Un cane vive meno a lungo di un uomo e questo permette al bambino di vederlo prima cucciolo, poi adulto e, infine, anziano. Il piccolo, dunque, può avere la possibilità di sperimentare anche l’esperienza della morte e, di conseguenza, comprenderne appieno il suo profondo significato. Ancora, un animale domestico offre la possibilità di entrare in contatto anche con la diversità, facendo comprendere ad un bimbo quanto sia importate prendersi cura anche di chi è diverso da sé. Si tratta di una vera e propria lezione di inclusività”. Il consiglio di allargare la famiglia con un pet è rivolto soprattutto a chi vive in città: “Adottare un cane o un gatto permette ai bambini di entrare in contatto con il mondo animale, un’esperienza di solito più diffusa tra coloro che risiedono in campagna e davvero rara nelle aree urbane”, sottolinea la consigliera della FNOVI.

Un’assicurazione sanitaria per i pet

Affinché i benefici di questo legame uomo-animale possano esprimersi al meglio, è essenziale continuare a investire nella prevenzione e nelle cure veterinarie. “Tuttavia, ad oggi, le cure veterinarie sono soggette ad una tassazione del 22%, pari a quella applicata ad un bene di lusso, nonostante la comprovata utilità della compagnia di un animale per il benessere di una persona o di un intero nucleo familiare. Per questo, sarebbe necessario istituire un’assicurazione sanitaria che possa coprire sia le spese per le prestazioni veterinarie, che quelle per l’acquisto di farmaci, che –  conclude la dottoressa Bernasconi – non possono continuare a gravare totalmente sulle tasche di coloro che si prendono cura del proprio animale da compagnia”.

 

 

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