One Health 8 Giugno 2026 14:11

Oceani e salute: 10 azioni per la “One Health” globale entro il 2030

Al Forum di Roma esperti internazionali tracciano una roadmap in 10 punti: gli oceani come determinante di salute pubblica, tra clima, cibo, inquinamento e nuove politiche globali.

di Viviana Franzellitti
Oceani e salute: 10 azioni per la “One Health” globale entro il 2030

A Roma, nella sede dell’Istituto Superiore di Sanità, istituzioni e ricercatori internazionali hanno discusso il legame sempre più stretto tra salute umana e stato degli oceani. Al centro del primo International High Level Forum su oceani e salute, la presentazione di una roadmap articolata in 10 azioni strategiche verso il modello One Health e Planetary Health. L’obiettivo è superare la separazione tra politiche ambientali e sanitarie, riconoscendo il mare come elemento strutturale della salute globale. Tra i temi chiave: inquinamento, cambiamento climatico, sicurezza alimentare e sviluppo di nuove conoscenze scientifiche. Un approccio condiviso da rappresentanti istituzionali, comunità scientifica e organismi internazionali, con una visione che punta anche alle generazioni future.

Il mare come determinante diretto della salute umana

Nel dibattito scientifico emerge una visione unitaria: oceani e salute non sono sistemi separati. Mari costieri, acque profonde e oceani formano un unico sistema globale che regola il clima, produce ossigeno, sostiene la biodiversità e contribuisce alla sicurezza alimentare mondiale. Non solo: rappresentano anche una fonte potenziale di nuove molecole farmacologiche. Secondo gli esperti, questo equilibrio è oggi sempre più esposto a pressioni ambientali che hanno effetti diretti sulle popolazioni, attraverso alimentazione, aria e acqua. Per questo il mare viene definito un vero e proprio determinante di salute pubblica globale.

Il mare come archivio degli impatti umani

Uno dei concetti chiave emersi è quello del mare come “memoria ambientale del pianeta”. Gli oceani non solo regolano i sistemi naturali, ma accumulano nel tempo tracce dell’attività umana, diventando un archivio di inquinanti e alterazioni chimiche. Questa capacità di “registrazione” rende evidente come ogni impatto ambientale non resti confinato nel luogo in cui si produce, ma si redistribuisca su scala globale, con conseguenze potenzialmente sanitarie anche lontane dalle aree di origine.

Dalla sorgente al mare: prevenire l’inquinamento alla radice

Tra le linee strategiche indicate, un ruolo centrale è attribuito alla gestione integrata dell’inquinamento secondo il principio “From Source to Sea”. L’approccio prevede il controllo dell’intero percorso dei contaminanti, dalla loro origine fino al mare, per ridurre il rischio prima che raggiunga ecosistemi e popolazioni. Questo modello richiede una visione preventiva e sistemica, capace di intervenire non solo sugli effetti ma soprattutto sulle cause dell’inquinamento.

Dati, ricerca e cooperazione internazionale

Un altro punto centrale riguarda la necessità di costruire una rete globale di monitoraggio. Le attuali conoscenze sono spesso frammentate, mentre gli esperti sottolineano l’urgenza di sistemi continui, comparabili e interoperabili. L’obiettivo è produrre dati scientifici strutturati secondo criteri condivisi e rafforzare strumenti come la citizen science, per collegare oceani, clima e salute. La cooperazione internazionale diventa quindi essenziale per anticipare i rischi emergenti e supportare le decisioni pubbliche.

Dieci pilastri per una governance globale del mare

La roadmap definita al forum si articola in 10 principi chiave. Tra questi: il riconoscimento degli oceani come infrastruttura vitale per la salute globale; l’integrazione della salute umana nelle politiche sul diritto del mare; la creazione di reti di ricerca internazionali; il rafforzamento della diplomazia scientifica e il superamento della frammentazione tra ambiente e sanità. Il documento richiama inoltre il ruolo delle istituzioni internazionali e dell’Unione Europea nel coordinare politiche comuni, fino alla definizione di una Water Agenda globale delle Nazioni Unite.

Una scelta per il futuro delle nuove generazioni

L’ultimo principio della roadmap lega la protezione degli oceani alla responsabilità intergenerazionale. Difendere i mari significa garantire condizioni di salute e benessere alle generazioni future, riducendo l’esposizione a rischi ambientali e sanitari sempre più complessi. In questa prospettiva, la tutela degli oceani non viene più interpretata come un tema esclusivamente ambientale, ma come una componente essenziale della salute pubblica globale.

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