Una revisione sistematica mette in guardia dall’uso a breve termine dei farmaci per la gestione del peso: alla sospensione, il recupero ponderale è rapido e i benefici metabolici svaniscono nel giro di poco tempo
L’entusiasmo per i farmaci anti-obesità, sempre più prescritti e discussi anche fuori dall’ambito specialistico, deve fare i conti con una realtà meno rassicurante. Una nuova revisione sistematica e meta-analisi mostra infatti che, alla sospensione delle terapie farmacologiche per il controllo del peso, l’organismo tende a “riprendersi” rapidamente i chili persi, con un effetto rimbalzo che riguarda non solo il peso corporeo, ma anche i parametri cardiometabolici.
Recupero di peso: il conto arriva dopo
Lo studio ha analizzato 37 lavori scientifici, per un totale di oltre 9.300 adulti con sovrappeso o obesità, seguiti dopo l’interruzione dei farmaci per la perdita di peso. Il dato chiave è chiaro: in media si recuperano circa 0,4 kg al mese dopo la fine del trattamento. Un ritmo che, nel tempo, rischia di annullare i benefici ottenuti durante mesi – se non anni – di terapia. Ancora più significativo è il confronto con gli interventi non farmacologici: il recupero di peso risulta più rapido dopo i farmaci rispetto a quanto osservato dopo la sospensione dei programmi comportamentali basati su dieta, attività fisica e supporto psicologico. Una differenza che rimane anche tenendo conto del peso perso inizialmente.
Non solo peso: tornano indietro anche i benefici metabolici
Il recupero ponderale non è l’unico problema. Secondo le proiezioni degli autori, tutti i principali marker cardiometabolici – come glicemia, profilo lipidico e parametri infiammatori – tendono a tornare ai livelli di partenza entro circa un anno e mezzo dalla sospensione dei farmaci. Un dato che solleva interrogativi importanti sulla sostenibilità clinica di un approccio esclusivamente farmacologico. Dallo studio, dunque, non emerge una ‘bocciatura’ dei farmaci per l’obesità, piuttosto un invito alla prudenza. Le terapie farmacologiche possono essere strumenti efficaci, soprattutto nei casi di obesità complicata o associata a diabete e malattie cardiovascolari. Tuttavia, l’uso a breve termine, senza un progetto strutturato di cambiamento dello stile di vita, rischia di trasformarsi in un’illusione terapeutica.
Serve un approccio integrato e di lungo periodo
Gli autori sottolineano la necessità di una strategia più ampia e duratura: alimentazione equilibrata, attività fisica regolare, supporto comportamentale e, quando indicato, farmaci da inserire in un percorso continuativo. L’obesità, ancora una volta, si conferma una malattia cronica, che non può essere affrontata con soluzioni rapide o interventi isolati. In altre parole, la bilancia può scendere grazie ai farmaci, ma senza un cambiamento strutturale delle abitudini, il rischio è che i risultati si dissolvano rapidamente. E che il prezzo, in termini di salute, venga pagato nel medio-lungo periodo.
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