Nutri e Previeni 6 Dicembre 2019 10:12

Latte e derivati fanno bene, ma non sempre

Latte e derivati fanno bene, ma non sempre

(Reuters Health) – Il latte e i suoi derivati non sembrano rappresentare un elisir di lunga vita. L’indicazione arriva da uno studio condotto dalla Harvard School of Public Health di Boston.

Lo studio
I ricercatori – guidati da Ming Ding hanno esaminato i dati sul consumo totale di latticini in più di 168.000 donne e più di 49.000 uomini senza un tumore o una cardiopatia nell’anamnesi. Durante circa trent’anni di follow-up, 51.438 persone sono decedute. Rispetto ai soggetti con il più basso consumo totale di latticini – una media di 0,8 porzioni al giorno – quelli che ne consumavano in grande quantità – una media di 4,2 porzioni al giorno – avevano il 7% in più delle probabilità di morire durante il periodo di studio. Le persone che si trovavano a metà tra i due estremi – con circa una/tre porzioni al giorno – presentavano probabilità di sopravvivenza simili agli individui che consumavano il quantitativo più basso di latticini.

“L’assunzione totale di latticini non si associava a un minor rischio di mortalità totale”, scrive l’autrice principale dello studio, Ming Ding “Gli effetti sulla salute dei latticini potrebbero dipendere dai cibi di confronto usati per sostituirli”. Il team di studio ha esaminato i dati del Nurses’ Health Study, del Nurses’ Health Study II e dell’ Health Professionals Follow-up Study negli USA. Tutti e tre gli studi hanno somministrato questionari sulla salute ai partecipanti ogni due anni e hanno anche posto domande sulle loro abitudini alimentari. Le persone che in questi studi consumavano il maggior quantitativo di latticini presentavano meno probabilità di bere alcool e fumare e di essere più fisicamente attivi rispetto a quelle con il minor consumo di tali prodotti.

In alcuni casi, il tipo di latticino consumato è sembrato influire sulla mortalità. Ad esempio, un consumo più elevato di latte scremato o a basso contenuto di grassi si associava a un rischio leggermente superiore di decesso per tutte le cause durante lo studio e in particolare a una maggiore probabilità di decesso per cardiopatia o cancro colorettale.
Il latte intero risultava correlato a un maggior rischio di decesso per tutte le cause e di malattie cardiovascolari e neoplasie.

Tuttavia, formaggio e yogurt non sembravano influire sulla longevità. Quando le persone sostituivano una razione giornaliera di latticini con noci e legumi, presentavano il 14% in meno di probabilità di morire durante lo studio.
Cambiare una porzione di prodotti integrali con una di latticini si associava a un rischio dell’11% inferiore di decesso durante lo studio. Tuttavia, la sostituzione di una porzione di latticini con una di carne rossa o lavorata si correlava a un rischio del 5% superiore di decesso durante lo studio. “Due porzioni al giorno di latticini si associano a una più bassa mortalità cardiovascolare, ma un consumo più elevato si correla a una mortalità leggermente più elevata, soprattutto per cancro”, concludono i ricercatori.

Fonte:BMJ
Reuters Staff
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Nutri&Previeni)

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

Dati clinici e “dati di esperienza”: così Novartis porta la voce dei pazienti dentro le decisioni

Dalle barriere organizzative al burden su caregiver: l’advocacy come leva per una valutazione più completa del valore e per percorsi di cura più equi. Chiara Gnocchi per Advocacy 2...
di Corrado De Rossi Re
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Fibromialgia nei LEA, FIRA: “Un passo avanti, ma resta cruciale migliorare la diagnosi”

L’inserimento della fibromialgia nei LEA rappresenta un primo riconoscimento istituzionale per i pazienti, ma resta cruciale migliorare diagnosi, percorsi di cura e personalizzazione terapeutica
di I.F.
Pandemie

Long Covid e cervello: il ruolo dell’infezione nelle complicanze neurologiche e psicologiche

Una collaborazione tra il Centro di ricerca coordinata Aldo Ravelli dell’Università Statale di Milano e università internazionali come Yale, University of California e University o...
di Viviana Franzellitti