Nutri e Previeni 14 Ottobre 2024 07:32

Impatto positivo della dieta mediterranea sui tumori

Impatto positivo della dieta mediterranea sui tumori

Il cancro e i suoi trattamenti possono portare a un eccesso di grasso corporeo, una riduzione della massa magra, cardiotossicità e altri effetti collaterali. La dieta mediterranea (MED-diet) ha il potenziale per migliorare i risultati clinici e Aoife McHugh e colleghi hanno effettuato una revisione sistematica con la finalità di valutare la fattibilità, la sicurezza e l’efficacia della MED-diet sugli esiti per la salute negli adulti colpiti da neoplasie.

Sono stati esplorati con attenzione tre database elettronici alla ricerca di trial controllati randomizzati che hanno valutato un intervento MED-diet in soggetti adulti affetti da neoplasie e pubblicati fino a febbraio 2023. Sono state estratte le differenze intra- e intergruppo per l’aderenza, l’assunzione dietetica e gli esiti per la salute.

Alla fine, gli esperti hanno selezionato quindici studi che hanno descritto quattordici interventi con notevoli differenze rilevate nel design e nell’implementazione della MED-diet. Le indagini sono state svolte prevalentemente su donne con una storia di cancro della mammella. La MED-diet è risultata sicura e fattibile, senza eventi avversi, con alta aderenza a cibi conformi alla MED-diet. Quando applicata con una restrizione energetica inferiore ai requisiti stimati per la perdita di peso, la MED-diet ha dimostrato riduzioni nel peso corporeo (intervallo: −3,9 kg a −0,7 kg). Gli interventi che hanno prodotto significative riduzioni del peso corporeo hanno anche migliorato la qualità della vita anche se le prove sono limitate per valutare appieno l’impatto della MED-diet sui marker cardiovascolari e infiammatori. Inoltre, le prescrizioni eterogenee della MED-diet impediscono affermazioni definitive su questi esiti.

Gli Autori concludono che la dieta mediterranea è risultata utile, fattibile e sicura per gli adulti con malattia neoplastica. Sono però necessari ulteriori studi per determinare gli effetti su biomarcatori cardiometabolici e altri esiti per la salute.

Eur J Clin Nutr. 2024 Jun doi: 10.1038/s41430-024-01426-8

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

Malattie rare, dalla rete nazionale all’Europa: le sfide ancora aperte per diagnosi e cure

L’attuazione del Piano nazionale malattie rare procede, ma restano criticità su diagnosi precoce, accesso ai farmaci orfani e uniformità dei percorsi assistenziali. Il punto di Ann...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Fibromialgia nei LEA, FIRA: “Un passo avanti, ma resta cruciale migliorare la diagnosi”

L’inserimento della fibromialgia nei LEA rappresenta un primo riconoscimento istituzionale per i pazienti, ma resta cruciale migliorare diagnosi, percorsi di cura e personalizzazione terapeutica
di I.F.
Pandemie

Long Covid e cervello: il ruolo dell’infezione nelle complicanze neurologiche e psicologiche

Una collaborazione tra il Centro di ricerca coordinata Aldo Ravelli dell’Università Statale di Milano e università internazionali come Yale, University of California e University o...
di Viviana Franzellitti