Nutri e Previeni 23 Febbraio 2024 18:44

Dieta di alta qualità nel primo anno di vita proteggerebbe da IBD

Dieta di alta qualità nel primo anno di vita proteggerebbe da IBD

A un anno di età, seguire una dieta di qualità, in particolare con un consumo abbondante di pesce e verdure e un consumo minimo d bevande zuccherate, può contrastare il rischio di andare incontro a malattie infiammatorie intestinali (IBD). A mostrarlo è un ampio studio, i cui risultati sono stati pubblicati su Gut. Lo studio è stato coordinato da Anne Guo, dell’Università di Gothenburg, in Svezia.

Secondo gli autori, i cambiamenti a livello dei regimi alimentari e l’impatto sul microbiota intestinale potrebbero essere uno dei motivi per cui sono in aumento patologie come la malattia di Crohn e la colite ulcerosa. Per l’indagine, il team svedese ha preso in considerazione i dati dello studio All Babies in Southeast Sweden (ABIS) e del Norwegian Mother, Father and Child Cohort Study (MoBa). L’analisi ha incluso informazioni sulla dieta a 12-18 mesi e a 30-36 mesi di 81.280 bambini. La qualità della dieta è stata valutata con l’indice Healthy Eating Index (HEI), adattato ai bambini, e i regimi alimentari seguiti sono stati classificati di bassa, media o alta qualità. La salute dei bambini è stata monitorata per una media di 21 anni, per la coorte ABIS, e di 15 anni, per la MoBa.

Durante questo periodo, a 307 bambini è stata diagnosticata una IBD: 131 casi di malattia di Crohn, 97 di colite ulcerosa e 79 di IBD non classificata. Una dieta di media e alta qualità a un anno era associata a un rischio complessivo di IBD inferiore del 25% rispetto a una dieta di bassa qualità alla stessa età. Nello specifico, un elevato consumo di pesce a un anno era associato a un rischio inferiore del 54% di colite ulcerosa. E anche un maggior apporto di verdure era associato a un ridotto rischio di IBD. Di contro, un maggior consumo di bevande zuccherate era associato a un rischio più alto del 42% di malattie infiammatorie intestinali.

 

Gut (2024) – doi: 10.1136/gutjnl-2023-330971

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

Dati clinici e “dati di esperienza”: così Novartis porta la voce dei pazienti dentro le decisioni

Dalle barriere organizzative al burden su caregiver: l’advocacy come leva per una valutazione più completa del valore e per percorsi di cura più equi. Chiara Gnocchi per Advocacy 2...
di Corrado De Rossi Re
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Fibromialgia nei LEA, FIRA: “Un passo avanti, ma resta cruciale migliorare la diagnosi”

L’inserimento della fibromialgia nei LEA rappresenta un primo riconoscimento istituzionale per i pazienti, ma resta cruciale migliorare diagnosi, percorsi di cura e personalizzazione terapeutica
di I.F.
Pandemie

Long Covid e cervello: il ruolo dell’infezione nelle complicanze neurologiche e psicologiche

Una collaborazione tra il Centro di ricerca coordinata Aldo Ravelli dell’Università Statale di Milano e università internazionali come Yale, University of California e University o...
di Viviana Franzellitti