Nutri e Previeni 19 Febbraio 2021 11:05

Alimentazione e sport riducono danni dell’inquinamento su fertilità

Alimentazione e sport riducono danni dell’inquinamento su fertilità

Dieta mediterranea e regolare attività fisica migliorano la fertilità nei giovani uomini, anche se sono nati nelle aree più inquinate d’Italia. Lo rivela uno studio finanziato dal Ministero della Salute all’ASL di Salerno e pubblicato sulla rivista European Urology Focus, che ha visto la partecipazione di Istituto Superiore di Sanità, Università di Brescia, Università di Milano, di Napoli Federico II, Cnr ed Enea.

Lo studio è il primo trial clinico mai realizzato al mondo sugli effetti della dieta mediterranea e dell’attività fisica sulla fertilità di maschi giovani in aree ad alto inquinamento ed è il frutto di un progetto durato oltre due anni condotto in alcune zone tra le più inquinate d’Italia e con indici più sfavorevoli di salute generale e riproduttiva: l’area di Caffaro nel bresciano, Terra dei fuochi in Campania e la valle del Sacco nel frusinate.

Lo studio FASt (Fertilità, Ambiente, Stili di Vita) è stato condotto su giovani tra 18 e 22 anni proprio perché l’adolescenza è una fase particolarmente delicata in cui è alta la plasticità psico-biologica. Ha inizialmente arruolato circa 8.000 ragazzi, poi per i rigidi criteri di selezione, ne sono stati selezionati 263 soggetti tutti sani, normopeso, non fumatori e non bevitori abituali che hanno completato lo studio.

I volontari sono stati divisi fra un gruppo che ha seguito per 4 mesi i dettami della dieta mediterranea accompagnata in buona parte anche da alimenti biologici e da una moderata attività fisica, e chi invece ha continuato le proprie abitudini. Al momento del reclutamento e alla fine dei 4 mesi di studio, a tutti i ragazzi sono stati eseguiti esami del sangue e del seme.

I risultati hanno mostrato, commenta Stefano Lorenzetti dell’Iss, che “in soli 4 mesi la qualità dello sperma (numero, motilità, morfologia degli spermatozoi) e lo stato ossidativo sono risultati significativamente migliorati nel gruppo di intervento a differenza di quello di controllo, in cui sono invece peggiorati”.

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy e Associazioni

Malattie ultrarare, la SPG50 entra nella sperimentazione clinica: la testimonianza di una madre

Dopo anni di diagnosi tardive, raccolte fondi e advocacy, arriva l’approvazione della sperimentazione clinica per la SPG50 in Italia. Jessica, presidente e fondatrice dell’associazione Un ...
di Isabella Faggiano
Nutri e Previeni

Frutta cotta, poca carne, legumi e 5 km al giorno: il menu di Garattini icona della longevità

A 97 anni, il fondatore dell’Istituto Mario Negri presenta il suo nuovo libro e racconta le scelte che scandiscono le sue giornate, dall’alimentazione quotidiana al movimento costante, mos...
di Viviana Franzellitti
Salute

Cervello, ‘fare’ i nonni lo protegge: il declino cognitivo frena quando ci si prende cura dei nipoti

Un nuovo studio dell’Università di Tilburg dimostra che i nonni che si occupano dei bambini ottengono punteggi più alti nei test di memoria e fluidità verbale, e le nonne mo...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano