La variante combina elementi dei cladi Ib e IIb, ma con soli due casi confermati è prematuro trarre conclusioni su trasmissibilità e gravità clinica
Un nuovo tassello si aggiunge alla mappa evolutiva di mpox. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha reso noto di aver identificato due casi legati a una variante ricombinante del virus, frutto della combinazione tra il ceppo Ib – emerso più recentemente in Africa centrale – e il ceppo IIb, responsabile dell’epidemia globale del 2022. Si tratta di un evento virologico che richiama l’attenzione degli esperti, ma che al momento non modifica la valutazione del rischio per la popolazione generale.
I due casi segnalati
Il primo caso è stato notificato nel Regno Unito alla fine del 2025: un viaggiatore rientrato nell’ottobre dello stesso anno da un Paese dell’area Asia-Pacifico. Il sequenziamento completo del genoma virale ha evidenziato la presenza di materiale genetico riconducibile a entrambi i ceppi. La scoperta ha portato a riesaminare un caso precedente registrato in India nel settembre 2025: il paziente avrebbe probabilmente contratto l’infezione durante un viaggio in un Paese della penisola arabica. Anche in questo caso, le analisi hanno confermato la natura ricombinante del virus. Entrambi i pazienti si sono completamente ripresi e il tracciamento dei contatti non ha individuato ulteriori contagi.
Cosa significa “ricombinante”
La ricombinazione è un fenomeno noto in virologia: avviene quando due varianti dello stesso virus infettano la stessa cellula e scambiano porzioni del proprio materiale genetico, generando una nuova combinazione. Nel caso di mpox, il nuovo ceppo unisce caratteristiche del clade Ib e del clade IIb. Tuttavia, secondo l’Oms, con soli due casi identificati “qualsiasi conclusione sulla trasmissibilità o sulla caratterizzazione clinica sarebbe prematura”. Resta inoltre sconosciuta l’origine geografica precisa della ricombinazione. È probabile, sottolinea l’agenzia, che la circolazione del ceppo sia più ampia di quanto finora documentato, ma al momento non vi sono segnali di un aumento della gravità clinica o della diffusione.
Il livello di rischio
La scoperta non modifica la classificazione del rischio associato a mpox. Per la popolazione generale il livello resta basso. È valutato invece come moderato per gli uomini che hanno rapporti sessuali con uomini con partner nuovi e/o multipli e per i lavoratori del sesso, gruppi nei quali la trasmissione si è dimostrata più sostenuta durante l’epidemia del 2022. La sorveglianza genomica continua a rappresentare uno strumento cruciale per intercettare eventuali cambiamenti nel comportamento del virus. In questa fase, il messaggio delle autorità sanitarie è di cautela scientifica ma non di allarme: monitorare, sequenziare, condividere i dati.
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