Prevenzione 9 Maggio 2025 15:52

Morti sulle strade, Oms: “Ogni anno 1,2 milioni di vittime, una su quattro a piedi o in bici”

In Europa +50% di decessi tra i ciclisti in 10 anni. L'Oms lancia il kit per le strade sicure: "Linee guida pratiche e basate sull'evidenza rivolte a responsabili politici, urbanisti, promotori della salute e società civile"
Morti sulle strade, Oms: “Ogni anno 1,2 milioni di vittime, una su quattro a piedi o in bici”

“Andare a piedi e in bicicletta migliora la salute e rende le città più sostenibili. Ogni passo e ogni pedalata contribuiscono a ridurre la congestione, l’inquinamento atmosferico e le malattie. Ma dobbiamo rendere sicuri gli spostamenti a piedi e in bicicletta, in modo che più persone scelgano queste opzioni più sane ed ecologiche”. È questo l’appello di Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, in occasione della Settimana della sicurezza stradale. L’Oms si unisce così a centinaia di organizzazioni e governi in tutto il mondo per chiedere un’azione urgente a tutela di pedoni e ciclisti. L’Alleanza globale delle Ong per la sicurezza stradale sta mobilitando oltre 400 organizzazioni sue associate in 100 Paesi per sostenere la campagna.

I morti sulle strade

I numeri non mentono e impongono un cambiamento di rotta: ogni anno quasi 1,2 milioni di persone perdono la vita sulle strade del mondo. Di queste, più di un quarto – oltre 300mila – muoiono mentre camminano o vanno in bicicletta. E se a livello globale tra il 2011 e il 2021 i decessi dei pedoni sono leggermente diminuiti, mentre quelli dei ciclisti si sono stabilizzati, i trend regionali mostrano un pericolo crescente: nel Sudest asiatico le vittime tra i pedoni sono aumentate del 42% nei 10 anni considerati; nella regione europea le morti fra i ciclisti sono cresciute del 50% e nel Pacifico occidentale si sono impennate dell’88%. “Oggi solo lo 0,2% delle strade del pianeta è dotato di piste ciclabili e troppe comunità sono prive di servizi essenziali come marciapiedi o attraversamenti pedonali sicuri, sottolinea l’Oms. Nonostante i loro benefici – aggiunge l’agenzia Onu per la salute – meno di un terzo dei Paesi dispone di politiche nazionali per promuovere gli spostamenti a piedi e in bicicletta”.

Le linee guida Oms per le strade sicure

Ed è proprio per colmare queste carenze che l’Oms lancia “linee guida pratiche e basate sull’evidenza rivolte a responsabili politici, urbanisti, promotori della salute e società civile”. Servono “azioni coraggiose”, esorta l’Oms. Tra queste: “Integrare gli spostamenti a piedi e in bicicletta nelle politiche di trasporto, salute, ambiente ed educazione, costruire infrastrutture sicure come marciapiedi, attraversamenti pedonali e piste ciclabili protette; impostare e far rispettare limiti di velocità più sicuri, in linea con le migliori pratiche globali, promuovere un uso sicuro delle strade attraverso campagne di sensibilizzazione pubblica e di cambiamento comportamentale, utilizzare incentivi finanziari per incoraggiare la mobilità attiva”.
“Urge rendere più sicuro quello che dovrebbe essere il nostro mezzo di trasporto più naturale. Questo è fondamentale per la sicurezza stradale, ma anche per la salute, l’equità e il clima – afferma Etienne Krug, direttore del Dipartimento Oms ‘Determinanti sociali della salute’ -. Chiediamo a tutti i settori”, fra cui “trasporti, sanità e istruzione – conclude – di rendere il camminare e l’andare in bicicletta sicuri e accessibili a tutti”.

 

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