L’allarme di Save the Children in vista della Settimana mondiale delle vaccinazioni: tra le cause, il collasso dei sistemi sanitari, la distruzione delle strutture, la disinformazione e la riduzione degli aiuti internazionali
Nei Paesi e nelle aree colpite da conflitti armati, il morbillo torna a crescere in modo significativo. Secondo Save the Children, i casi sono aumentati di oltre il 25% rispetto all’anno precedente, in un contesto sanitario sempre più fragile e frammentato. L’organizzazione evidenzia come la combinazione di guerra, instabilità e interruzione dei servizi essenziali stia favorendo la diffusione di una malattia prevenibile con la vaccinazione. Alla base dell’aumento dei contagi ci sono fattori multipli: attacchi alle strutture sanitarie, interruzione delle catene di approvvigionamento dei vaccini, tagli agli aiuti umanitari e crescente disinformazione. In molti contesti, i sistemi sanitari risultano compromessi o completamente collassati, rendendo difficile garantire anche le vaccinazioni di base.
Vaccini e copertura insufficiente
Il vaccino contro il morbillo, sottolinea Save the Children, è sicuro ed estremamente efficace: due dosi garantiscono una protezione stimata fino al 97% contro l’infezione. Nonostante ciò, in diversi Paesi si registra un rallentamento o una regressione delle coperture vaccinali, sia in contesti di conflitto che in Paesi non direttamente coinvolti, a causa di disinformazione e difficoltà nell’accesso ai servizi. Le conseguenze sono particolarmente evidenti in alcuni scenari di crisi. In Sudan, tre anni di conflitto hanno portato al collasso del sistema sanitario e a un’interruzione delle forniture mediche, con un forte incremento delle epidemie di morbillo. In Nigeria, invece, la combinazione tra instabilità, carenze strutturali e campagne di disinformazione ha contribuito a un numero elevato di bambini non vaccinati, tra i più alti al mondo secondo le stime delle Nazioni Unite.
Un’emergenza che richiede interventi urgenti
Secondo Save the Children, nel solo 2025 sono stati registrati oltre 74mila casi di morbillo in 18 Paesi in conflitto, pari a circa il 30% dei casi globali. Un dato che potrebbe essere sottostimato, avverte l’organizzazione, a causa del collasso dei sistemi di sorveglianza sanitaria in molte aree. In vista della Settimana mondiale delle vaccinazioni, Save the Children richiama l’attenzione sulla necessità di un impegno globale per garantire l’accesso ai vaccini, anche nei contesti più fragili. L’organizzazione sollecita governi e donatori a investire in modo stabile e continuativo nei sistemi sanitari, per proteggere le popolazioni più vulnerabili e prevenire nuove epidemie di malattie prevenibili.
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