Salute 12 Marzo 2026 14:42

Morbillo, in Europa oltre 6mila casi in un anno. A gennaio Italia in testa

L’Europa affronta un nuovo aumento dei casi di morbillo: l’Italia, con 84 casi a gennaio 2026, è tra i Paesi più colpiti. La maggior parte dei casi riguarda soggetti non vaccinati e bambini sotto i cinque anni o adolescenti

di Redazione
Morbillo, in Europa oltre 6mila casi in un anno. A gennaio Italia in testa

L’Europa torna a fare i conti con il morbillo, una delle malattie infettive più contagiose e prevenibili, mentre i dati più recenti rilanciati dall’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) confermano la circolazione attiva del virus in molti Paesi dell’Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo (UE/SEE). Tra il 1° febbraio 2025 e il 31 gennaio 2026, sono stati segnalati 6.037 casi di morbillo nei Paesi UE/SEE, con sei decessi attribuiti alla malattia – quattro in Francia, uno nei Paesi Bassi e uno in Romania – secondo l’ultimo rapporto sul morbillo e rosolia dell’ECDC. I bambini restano tra i più vulnerabili: 2.250 casi (37,3%) riguardano bambini sotto i cinque anni, mentre 2.282 casi (37,8%) si registrano in persone di 15 anni o più. I tassi di notifica più elevati si osservano nei neonati sotto un anno (185,5 casi per milione) e nei bambini tra 1 e 4 anni (94,6 casi per milione).

Non vaccinati il 77,7% dei contagiati

I dati dell’ECDC mostrano come la stragrande maggioranza dei casi sia associata alla mancata vaccinazione: su 5.736 soggetti per i quali età e stato vaccinale sono noti, 4.455 (77,7%) non erano vaccinati, mentre solo una percentuale minoritaria aveva ricevuto una o più dosi di vaccino contro il morbillo. Proprio la bassa copertura immunitaria rimane il fattore chiave dietro la persistenza dei focolai: il morbillo è altamente contagioso – con un’infettività che può raggiungere quasi il 100% negli individui suscettibili – e la vaccinazione con due dosi è l’unica misura in grado di prevenire efficacemente la trasmissione.

Gennaio 2026: Italia tra i Paesi più colpiti

Nel solo mese di gennaio 2026 l’Italia ha registrato 84 casi di morbillo, il numero più alto tra i 28 Paesi che hanno trasmesso dati all’ECDC. Seguono Spagna (48 casi), Francia (12), Romania (9) e Belgio (7), per un totale di 173 casi notificati nel mese. Quanto emerge dal rapporto europeo si inserisce in un quadro più ampio: nei dati annuali completi dell’ECDC relativi al 2025, 30 Stati UE/SEE hanno notificato 7.655 casi di morbillo tra gennaio e dicembre, con otto decessi, in diminuzione rispetto ai più di 35mila casi del 2024 ma ancora significativamente superiori ai livelli del 2023.

Un rischio reale, la vaccinazione come risposta

Gli esperti ricordano che il morbillo non è una malattia banale. Oltre al tipico esantema, può causare complicazioni gravi come polmonite, encefalite e, in casi estremi, la morte. Una copertura vaccinale minima del 95% con due dosi del vaccino MPR (morbillo-parotite-rosolia) è considerata essenziale per interrompere la trasmissione. Sebbene le campagne di immunizzazione abbiano ridotto drasticamente l’incidenza della malattia rispetto a decenni fa, le lacune nelle coperture rimangono e creano le condizioni per la continua trasmissione nei contesti comunitari. Secondo l’ECDC, con il picco stagionale delle infezioni che si verifica tradizionalmente tra tardo inverno e inizio primavera, questo è il momento di verificare lo stato vaccinale di bambini e adulti, completare i cicli di immunizzazione e colmare le lacune nei programmi di vaccinazione.

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