Secondo l’ultimo bollettino dell’Iss, nel primo mese del 2026 i casi di morbillo sono più che raddoppiati rispetto allo stesso periodo del 2025. Oltre un terzo dei pazienti ha sviluppato complicanze
Torna a crescere l’attenzione sul morbillo in Italia. Dal 1° al 31 gennaio 2026 il sistema nazionale di sorveglianza integrata morbillo e rosolia ha registrato 84 casi, in aumento rispetto ai 34 segnalati nello stesso periodo dello scorso anno. È quanto emerge dall’ultimo report “Morbillo & Rosolia News” dell’Istituto Superiore di Sanità, che evidenzia come la quasi totalità dei contagi sia concentrata in poche aree del Paese. Le segnalazioni arrivano da nove Regioni e Province autonome, ma il 96,4% dei casi riguarda Lombardia, Toscana, Lazio, Campania, Puglia e Calabria. Tre infezioni sono state classificate come casi importati e due correlate a importazione.
I più colpiti sono bambini piccoli e giovani adulti
L’età mediana dei casi è pari a 28 anni, ma l’incidenza più elevata si osserva nei bambini tra 0 e 4 anni. Sono stati segnalati anche due casi in bambini sotto l’anno di età, fascia particolarmente vulnerabile perché non ancora completamente coperta dalla vaccinazione. Il dato più significativo riguarda lo stato vaccinale: per oltre il 90% dei casi noti si tratta di persone non vaccinate al momento del contagio. Tra i casi segnalati figurano anche cinque operatori sanitari, quattro dei quali non immunizzati.
Complicanze in oltre un terzo dei casi
Il report segnala che più di un terzo dei pazienti ha sviluppato almeno una complicanza. Le più frequenti sono state polmonite ed epatite con aumento delle transaminasi, confermando come il morbillo non sia una malattia banale ma possa comportare conseguenze cliniche rilevanti, soprattutto nei soggetti fragili. La situazione in Europa resta sotto osservazione Il quadro italiano si inserisce in un contesto europeo che continua a richiedere attenzione. Secondo il European Centre for Disease Prevention and Control, nel 2025 nei Paesi dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo sono stati notificati 7.655 casi di morbillo e 8 decessi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inoltre segnalato la ripresa della trasmissione endemica in diversi Paesi, sottolineando l’importanza di mantenere alte le coperture vaccinali per prevenire nuovi focolai. Il ritorno dei casi, anche in Italia, riporta al centro il tema della prevenzione: la vaccinazione resta lo strumento più efficace per limitare la circolazione del virus e ridurre il rischio di complicanze.
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