Chi cammina poco presenta tassi più elevati di demenza, Parkinson e ictus. I ricercatori invitano a considerare l'attività fisica insieme agli altri fattori di salute, senza interpretare i risultati come una previsione del rischio individuale.
Un numero ridotto di passi giornalieri è associato a tassi più elevati di demenza, morbo di Parkinson e ictus. È quanto emerge da uno studio condotto analizzando i dati di attività fisica registrati per un anno dai dispositivi Fitbit di oltre 22.000 adulti di età pari o superiore a 40 anni, confrontati con le cartelle cliniche dei cinque anni successivi. I risultati mostrano che, tra le persone che camminavano in media meno di 5.000 passi al giorno, i tassi delle tre patologie neurologiche erano superiori dell’80% rispetto a quelli osservati tra chi superava i 12.000 passi quotidiani.
I ricercatori sottolineano tuttavia che l’associazione non dimostra un rapporto di causa-effetto. Il gruppo meno attivo presentava anche una maggiore frequenza di obesità, diabete, ipertensione e depressione, condizioni che potrebbero contribuire a spiegare almeno in parte le differenze osservate.
I dati suggeriscono che non sia necessario raggiungere 12.000 passi al giorno per osservare un’associazione con tassi inferiori di malattie neurologiche. Anche le persone che percorrevano in media circa 8.000 passi quotidiani presentavano tassi significativamente più bassi rispetto al gruppo meno attivo.
Secondo Meet Popatbhai Kachhadia, autore principale dello studio e specializzando in neurologia presso la Florida Atlantic University, la quantità di movimento registrata nell’arco di un anno può fornire indicazioni sullo stato generale di salute del cervello e dell’organismo. L’attività fisica rappresenta quindi un elemento utile da considerare nella valutazione complessiva della salute, pur non consentendo di prevedere con certezza lo sviluppo di una specifica patologia.
I ricercatori evidenziano la necessità di ulteriori studi per confermare l’associazione tra numero di passi e malattie neurologiche. Un livello di attività costantemente basso, secondo gli autori, dovrebbe soprattutto incoraggiare una valutazione complessiva dello stato di salute, senza diventare motivo di allarme per il rischio individuale di demenza, Parkinson o ictus.
Marc Swerdloff, coautore dello studio e ricercatore presso la Florida Atlantic University e il Marcus Neuroscience Institute di Boca Raton, raccomanda di sviluppare abitudini regolari di attività fisica, stabilendo obiettivi realistici e sostenibili nel tempo. Una media di circa 8.000 passi al giorno può rappresentare un traguardo accessibile per molte persone e si inserisce in un approccio coerente con le indicazioni sull’esercizio fisico, che raccomandano circa 150 minuti settimanali di attività aerobica moderata.
Il conteggio dei passi può dunque essere uno strumento semplice per monitorare il movimento quotidiano e individuare eventuali abitudini sedentarie. Non sostituisce, tuttavia, gli accertamenti medici e non costituisce da solo un indicatore diagnostico.
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