La Fondazione Melanoma lancia per il 2 maggio “Vestiti di Prevenzione” per promuovere l’abbigliamento come prima difesa dai raggi UV, evidenziando le differenze di rischio tra uomini e donne.
La prevenzione del melanoma passa sempre più da comportamenti quotidiani e consapevoli. In vista della Giornata nazionale del 2 maggio, la Fondazione Melanoma richiama l’attenzione su un aspetto spesso sottovalutato: l’abbigliamento come prima barriera contro i raggi ultravioletti. Il contesto è critico: in Italia i casi sono più che raddoppiati negli ultimi vent’anni, arrivando a circa 15mila diagnosi l’anno. Secondo gli esperti, quasi 9 melanomi su 10 sono legati all’esposizione ai raggi UV, anche non intensa ma ripetuta. Studi pubblicati su riviste scientifiche internazionali confermano inoltre che l’uso della sola crema solare non è sufficiente a ridurre il rischio, soprattutto quando viene applicata in modo scorretto o associata a esposizioni prolungate.
Abbigliamento e rischio: come le abitudini influenzano il melanoma
Il modo in cui ci si veste incide direttamente sulle aree del corpo più esposte e, quindi, sul rischio di sviluppare un melanoma. I dati mostrano differenze nette: negli uomini circa il 40% dei casi riguarda dorso, petto e addome, mentre nelle donne oltre il 35% interessa le gambe. Secondo Paolo Ascierto, professore ordinario di Oncologia all’Università Federico II di Napoli e presidente della Fondazione Melanoma Onlus, queste variazioni riflettono comportamenti consolidati, come la tendenza maschile a stare a torso nudo e quella femminile a esporre maggiormente gli arti inferiori nei mesi più caldi. Il risultato è una correlazione diretta tra abitudini sociali e localizzazione del tumore.
Il paradosso della crema solare
Le creme solari restano fondamentali, ma non rappresentano una protezione completa se utilizzate da sole. Studi condotti anche dalla McGill University evidenziano il cosiddetto “paradosso della crema solare”: chi le utilizza tende spesso a esporsi più a lungo al sole, applicandole in quantità insufficienti o senza riapplicarle correttamente. In alcuni casi, l’uso dei filtri è risultato associato a un rischio più elevato proprio per questo comportamento compensatorio. Come sottolinea Ascierto, la crema non è una “licenza” a esporsi, ma uno strumento da integrare con altre misure.
L’abbigliamento come prima linea di difesa
A differenza delle protezioni topiche, i vestiti offrono una barriera fisica continua e affidabile. Non si degradano con il sudore, non richiedono riapplicazioni e proteggono in modo costante. I tessuti più efficaci, soprattutto quelli tecnici, possono bloccare fino al 98% dei raggi UV, rendendo l’abbigliamento uno degli strumenti più solidi nella prevenzione primaria del melanoma.
I 5 consigli per un guardaroba antimelanoma
Ridurre il rischio di melanoma significa anche intervenire sulle abitudini quotidiane: dall’abbigliamento agli accessori, ogni scelta può fare la differenza nella protezione dai raggi UV. Ecco come scegliere l’outfit perfetto per proteggere la pelle:
Prevenzione: un cambio di prospettiva
La campagna “Vestiti di Prevenzione” punta a un cambiamento culturale: non affidarsi solo alla crema solare, ma adottare un approccio integrato che includa abbigliamento, comportamenti e consapevolezza. La prevenzione del melanoma diventa così una pratica quotidiana, concreta e accessibile, capace di ridurre significativamente il rischio di uno dei tumori cutanei più aggressivi.
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