Con una risoluzione approvata a larga maggioranza, il Parlamento europeo sollecita un nuovo programma sanitario nel bilancio 2028-2034 per garantire continuità al Piano europeo contro il cancro. Al centro prevenzione, accesso equo alle cure, tutela dei sopravvissuti e rafforzamento delle infrastrutture oncologiche
Un impegno politico più forte, risorse stabili e un coordinamento europeo capace di tradurre le strategie in risultati concreti. In occasione della Giornata mondiale contro il cancro, il Parlamento europeo rilancia la sfida alla seconda causa di morte nell’Unione e chiede un programma sanitario dedicato nel prossimo bilancio a lungo termine 2028-2034, per dare continuità al Piano europeo di lotta contro il cancro. La risoluzione, approvata con 427 voti favorevoli, 15 contrari e 93 astensioni, indica una direzione chiara: la lotta ai tumori deve restare una priorità strutturale dell’agenda europea, con investimenti prevedibili e una visione di lungo periodo.
Investire in prevenzione e infrastrutture oncologiche
Secondo gli eurodeputati, salute e cure oncologiche devono essere riconosciute come obiettivi di investimento sociale, da integrare nei piani di partenariato nazionali e regionali. L’attenzione non riguarda solo le terapie, ma anche le fondamenta del sistema: programmi di vaccinazione e screening, sviluppo della forza lavoro sanitaria, infrastrutture oncologiche solide e sistemi efficienti di raccolta e analisi dei dati. Sul fronte della prevenzione, il Parlamento invita ad agire con decisione sui principali fattori di rischio: consumo di tabacco, abuso di alcol, inquinamento atmosferico e contaminanti ambientali, comprese sostanze come PFAS e interferenti endocrini. L’approccio “One Health” – che integra salute umana, animale e ambientale – e una strategia centrata sull’esposoma, ovvero l’insieme delle esposizioni ambientali lungo l’arco della vita, vengono indicati come strumenti chiave anche nella prevenzione delle altre malattie non trasmissibili.
Accesso equo a farmaci e terapie innovative
Un altro nodo centrale è l’accesso alle cure. Il Parlamento ribadisce la necessità di garantire a tutti i cittadini europei un accesso equo, tempestivo e sostenibile ai medicinali oncologici e alle terapie innovative. Alla Commissione europea e agli Stati membri viene chiesto di facilitare appalti congiunti volontari, promuovere maggiore trasparenza sui prezzi e sostenere un ingresso più rapido sul mercato dei trattamenti salvavita. Tra le priorità anche l’accesso transfrontaliero alle cure oncologiche specialistiche e alle sperimentazioni cliniche, soprattutto per i tumori rari e complessi, dove la concentrazione delle competenze può fare la differenza.
Tutela dei sopravvissuti e diritto all’oblio
La risoluzione pone l’accento anche sulla vita dopo il cancro. L’Unione e gli Stati membri sono chiamati a rafforzare le tutele contro la discriminazione finanziaria dei sopravvissuti, promuovendo in modo efficace il cosiddetto “diritto all’oblio”. L’obiettivo è definire un quadro armonizzato che garantisca parità di accesso ai servizi finanziari – mutui, prestiti, assicurazioni – senza penalizzazioni legate a una pregressa diagnosi oncologica.
Una sfida che riguarda milioni di cittadini
I numeri ricordano la portata della sfida: nel 2024 nell’Unione europea circa 2,7 milioni di persone hanno ricevuto una diagnosi di tumore e 1,27 milioni sono morte. Il cancro resta la seconda causa di mortalità dopo le malattie cardiovascolari. Mentre la commissione per la Sanità pubblica del Parlamento europeo sta preparando una relazione di attuazione per valutare i progressi delle iniziative già avviate, il messaggio politico è chiaro: senza una strategia strutturale e finanziamenti adeguati, il Piano europeo contro il cancro rischia di perdere slancio. Per Strasburgo, la battaglia contro i tumori non può essere intermittente, ma deve diventare un impegno stabile e condiviso a livello continentale.
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