Salute 12 Gennaio 2026 15:14

L’ossitocina contrasta il deperimento oncologico

Una ricerca internazionale coordinata dalla Sapienza rivela che l’ossitocina può contrastare la cachessia e migliorare forza e metabolismo muscolare.

di Arnaldo Iodice
L’ossitocina contrasta il deperimento oncologico

L’ossitocina è tradizionalmente nota come “ormone dell’amore” per il suo ruolo chiave nella creazione dei legami affettivi, nel parto e nell’allattamento. Tuttavia, la ricerca scientifica sta progressivamente ampliando lo sguardo sulle sue funzioni. Un ambito particolarmente rilevante è quello oncologico, dove l’ossitocina emerge come possibile alleato contro la cachessia indotta da cancro. Questa sindrome, spesso sottovalutata, rappresenta una delle complicanze più gravi nei pazienti oncologici: non si tratta di semplice perdita di peso, ma di un profondo deperimento della massa muscolare che compromette forza, autonomia, risposta alle terapie e qualità della vita. La cachessia colpisce fino all’80% dei pazienti oncologici ed è responsabile di circa un quarto dei decessi.

Lo studio internazionale e il ruolo chiave dell’ossitocina nel muscolo

Un importante passo avanti arriva da uno studio coordinato dall’Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con istituzioni di eccellenza come la Sorbona di Parigi, l’Università della California Berkeley, il Cancer Metabolism Research Group di San Paolo, il Policlinico Umberto I e l’Istituto Nanotec del CNR. I risultati, pubblicati sulla rivista Biomedicine & Pharmacotherapy, mostrano che i livelli di ossitocina sono significativamente ridotti nei pazienti oncologici, sia in condizioni stabili sia in presenza di cachessia. Questo deficit ormonale potrebbe contribuire alla progressione del deperimento muscolare.

Nei modelli murini di cancro, il trattamento con ossitocina ha dimostrato di ridurre la perdita di massa muscolare, migliorare la forza e favorire la rigenerazione dei tessuti muscolari danneggiati, pur in presenza del tumore. Un dato cruciale è che l’ossitocina non influisce sulla crescita tumorale, ma agisce direttamente sul muscolo scheletrico.

Approcci innovativi e prospettive per il primo trattamento ormonale anti-cachessia

Il valore dello studio risiede anche nella metodologia avanzata adottata. Grazie a un approccio multidisciplinare, i ricercatori hanno integrato dati di biologia molecolare, istologia, fisiologia muscolare e imaging tridimensionale. Un elemento di forte innovazione è l’impiego della tecnica BONCAT (Bio-Orthogonal Non-Canonical Amino Acid Tagging), che ha permesso di monitorare in tempo reale la sintesi proteica nei muscoli. Per la prima volta è stato possibile osservare come l’ossitocina stimoli direttamente la produzione di proteine fondamentali per la rigenerazione muscolare e il mantenimento dell’equilibrio metabolico in un contesto tumorale.

L’uso combinato di modelli sperimentali in vivo e in vitro ha reso i risultati più solidi e affidabili, aumentando il loro valore predittivo in chiave clinica. Questa ricerca apre scenari concreti per lo sviluppo del primo trattamento ormonale contro la cachessia in Europa, in quanto pone le basi per terapie di supporto capaci di affiancare efficacemente i trattamenti antitumorali tradizionali.

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