Dopo dieci settimane di riabilitazione cognitiva, oltre la metà dei pazienti ha mostrato miglioramenti duraturi nella gestione dei sintomi cognitivi.
Un programma di riabilitazione cognitiva può aiutare le persone con Long Covid a recuperare concentrazione, memoria e capacità di organizzare le attività quotidiane. È quanto emerge da uno studio pubblicato il 1° luglio su JAMA Network Open, secondo cui dieci settimane di trattamento individualizzato hanno permesso a molti pazienti di ridurre in modo significativo la cosiddetta “nebbia mentale”. Il disturbo, frequente dopo l’infezione da Covid, può rendere difficile ricordare informazioni, pensare rapidamente, mantenere l’attenzione o portare a termine compiti complessi. Per lo studio, i ricercatori hanno reclutato 78 persone in Inghilterra con sintomi cognitivi legati al Long Covid da almeno tre mesi. A tutti è stato chiesto di indicare tre obiettivi personali concreti, come guardare un film intero, leggere un libro senza perdere il filo o tornare efficienti sul lavoro. Metà dei partecipanti ha seguito un percorso di riabilitazione cognitiva tramite videochiamate individuali di un’ora con un terapeuta, mentre l’altra metà ha ricevuto le cure standard.
Un percorso personalizzato per gestire memoria, attenzione e fatica
La riabilitazione cognitiva utilizzata nello studio non si è limitata a esercizi generici per la memoria, ma ha puntato su strategie pratiche per affrontare i problemi reali vissuti dai pazienti. Le sessioni hanno aiutato i partecipanti a scomporre i compiti in passaggi più piccoli, a ridurre il senso di sovraccarico e a trovare strumenti per compensare le difficoltà di attenzione, pianificazione e recupero delle parole.
Emma Sullivan, una delle partecipanti, ha raccontato che il programma le ha insegnato a non sentirsi più sopraffatta e a visualizzare le parole che non riusciva a trovare. Il miglioramento, ha spiegato, le ha permesso di recuperare una capacità di concentrazione che credeva compromessa: dopo aver faticato anche con i puzzle da 30 pezzi della nipote, è riuscita a completarne da sola uno da 1.000 pezzi. La testimonianza mostra bene il significato clinico del trattamento: non soltanto una riduzione dei sintomi, ma un recupero di autonomia nella vita quotidiana. Secondo Martina Vanova, docente di psicologia cognitiva e biologica alla Kingston University di Londra, le persone con nebbia mentale post-Covid possono avere difficoltà a concentrarsi e a mantenere il filo dei pensieri, perché memoria, attenzione e pianificazione risultano spesso compromesse, con un peggioramento legato anche alla stanchezza.
Risultati migliori rispetto alle cure standard
I risultati dello studio indicano un beneficio significativo e duraturo. Sei mesi dopo la fine del programma, il 53% dei pazienti sottoposti a riabilitazione cognitiva aveva ottenuto un miglioramento di almeno quattro punti su una scala di raggiungimento degli obiettivi a 10 punti. Nel gruppo di controllo, che aveva ricevuto soltanto le cure standard, la stessa soglia di miglioramento è stata raggiunta dal 15% dei partecipanti. La differenza suggerisce che un trattamento strutturato, centrato sugli obiettivi personali e adattato alle difficoltà cognitive del singolo paziente, può incidere in modo concreto sulla qualità della vita. Il dato è particolarmente importante perché la nebbia mentale è uno dei sintomi più comuni del Long Covid e può persistere per mesi o anni, interferendo con lavoro, studio, relazioni e attività domestiche.
Una possibile opzione terapeutica da estendere
Secondo Dennis Chan, professore presso l’Istituto di Neuroscienze Cognitive dell’University College di Londra e coautore dello studio, dall’inizio della pandemia i ricercatori hanno cercato di comprendere meglio la nebbia mentale post-Covid e di individuare strumenti efficaci per trattarla. I risultati mostrano che un programma individualizzato di riabilitazione cognitiva può aiutare le persone colpite a tornare a una funzionalità più vicina alla normalità. Anche Aida Suarez-Gonzales, neuropsicologa clinica presso l’University College di Londra e coautrice dello studio, sottolinea il valore del trattamento: il programma offre benefici clinicamente significativi e duraturi a persone che convivono con sintomi cognitivi del Long Covid. Un aspetto rilevante è che l’intervento si basa su tecniche già consolidate e utilizzate nella riabilitazione cognitiva di altre condizioni. Per questo, secondo gli autori, potrebbe essere più facilmente integrato nei percorsi assistenziali esistenti.
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