Uno studio presentato al Congresso europeo sull’obesità collega gli orari di lavoro prolungati a una maggiore prevalenza dell’obesità nei Paesi OCSE. I ricercatori: “Stress, sedentarietà e poco tempo per attività fisica e alimentazione sana possono influenzare il peso corporeo”
Lavorare troppo potrebbe avere effetti anche sul peso corporeo. Non solo stress e stanchezza, ma anche un aumento del rischio di obesità. È quanto suggerisce uno studio internazionale presentato al European Congress on Obesity 2026, secondo cui una riduzione dell’1% delle ore lavorative annuali sarebbe associata a una diminuzione dello 0,16% dei tassi di obesità nei Paesi OCSE. La ricerca, coordinata da Pradeepa Korale-Gedara dell’University of Queensland, ha analizzato dati provenienti da 33 Paesi OCSE tra il 1990 e il 2022, mettendo in relazione ore lavorative, fattori socioeconomici e prevalenza dell’obesità nella popolazione adulta.
Non solo alimentazione: il ruolo del “tempo che manca”
Negli ultimi anni gran parte delle strategie di prevenzione dell’obesità si è concentrata soprattutto su dieta, attività fisica e comportamenti individuali. Ma secondo gli autori dello studio esistono anche fattori strutturali che possono influenzare il rischio di aumento di peso, tra cui il tempo disponibile nella vita quotidiana. Gli orari di lavoro prolungati, spiegano i ricercatori, possono ridurre il tempo dedicato all’attività fisica, aumentare il ricorso a cibi pronti ad alta densità calorica e favorire condizioni di stress cronico che incidono sul metabolismo. “Orari lavorativi più lunghi creano vincoli di tempo che possono portare a scelte alimentari meno salutari e a una riduzione dell’attività fisica – osservano gli autori -.Inoltre lo stress legato al lavoro può aumentare i livelli di cortisolo, ormone associato all’aumento di peso”.
I Paesi con più ore di lavoro hanno più obesità
L’analisi ha evidenziato differenze importanti tra i Paesi OCSE. Gli Stati Uniti risultano il Paese con il più alto tasso di obesità adulta, pari al 41,9%, mentre il Giappone registra il valore più basso, intorno al 5,5%. Tra i Paesi con maggiore prevalenza di obesità figurano anche Messico, Cile e Nuova Zelanda, tutti oltre il 30%. Sul fronte degli orari lavorativi, invece, i Paesi europei del Nord registrano i valori più bassi: Germania, Norvegia, Belgio, Svezia e Paesi Bassi si attestano tra le 1.300 e le 1.450 ore lavorative annuali. All’estremo opposto Colombia, Messico e Costa Rica superano le 2.000 ore all’anno. Secondo i ricercatori, proprio nei Paesi con più ore lavorative tendono a osservarsi anche tassi di obesità più elevati.
Differenze tra uomini e donne
Lo studio mostra inoltre che l’associazione tra orari di lavoro e obesità sembra più marcata negli uomini. Una riduzione dell’1% delle ore lavorative annuali sarebbe infatti collegata a una diminuzione dello 0,23% dell’obesità maschile, contro lo 0,11% osservato nelle donne. Gli autori sottolineano però che il rapporto tra lavoro e obesità è complesso e influenzato da numerosi fattori economici, culturali e sociali.
Reddito, urbanizzazione e salute
Dall’analisi emergono anche altri elementi associati alla prevalenza dell’obesità. Livelli di reddito più elevati risultano collegati a tassi più bassi, così come una maggiore urbanizzazione, probabilmente grazie a una migliore disponibilità di servizi, infrastrutture e opportunità per l’attività fisica. Secondo i ricercatori, per contrastare realmente l’obesità servono quindi strategie più ampie che vadano oltre il cambiamento individuale. “Affrontare efficacemente l’obesità richiede un approccio integrato che consideri anche il mercato del lavoro, l’organizzazione delle città e gli ambienti alimentari – spiegano gli autori -. Politiche che favoriscano un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata potrebbero contribuire a ridurre il rischio di obesità”. Lo studio, precisano comunque i ricercatori, mostra un’associazione statistica e non dimostra un rapporto diretto di causa-effetto tra numero di ore lavorate e obesità.
Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato