Salute 12 Maggio 2026 15:58

Italia, mortalità 2023: cardiovascolari e tumori causano il 57% dei decessi. Salgono infettive e diabete

Nel nuovo report dell’Istat emerge un calo generale della mortalità in Italia nel 2023, ma aumentano malattie infettive, respiratorie e il peso del diabete rispetto alla media europea. Cosa raccontano i dati e perché meritano attenzione

di Viviana Franzellitti
Italia, mortalità 2023: cardiovascolari e tumori causano il 57% dei decessi. Salgono infettive e diabete

Nel 2023 in Italia sono stati registrati 666.131 decessi, quasi 56mila in meno rispetto al 2022 (-8%), segnando una riduzione significativa della mortalità dopo gli anni segnati dall’emergenza pandemica. Il nuovo report dell’Istituto Nazionale di Statistica analizza l’andamento delle principali cause di morte nel Paese, evidenziando un quadro in miglioramento per molte patologie ma con alcune aree critiche ancora in crescita. Le malattie del sistema circolatorio e i tumori restano le principali cause di decesso e insieme rappresentano il 57% della mortalità complessiva, mentre aumentano i tassi legati alle malattie infettive (+3,3%) e alle patologie respiratorie (+3,1%), soprattutto nella popolazione anziana. Lo studio conferma inoltre che l’Italia continua a mantenere livelli di mortalità inferiori rispetto alla media europea, anche se il diabete mostra un’incidenza più alta rispetto al resto dell’Unione Europea.

Malattie cardiovascolari e tumori restano le principali cause di morte

Le patologie del sistema circolatorio hanno provocato nel 2023 206.119 decessi, mentre i tumori hanno causato 175.147 morti. Complessivamente, queste due categorie rappresentano oltre la metà dei decessi registrati nel Paese. Tra le donne prevalgono le malattie cardiovascolari, mentre negli uomini il peso dei tumori risulta leggermente superiore. Seguono le malattie respiratorie e le demenze, comprese forme come l’Alzheimer, che incidono rispettivamente per l’8% e il 5% della mortalità totale.

Crescono malattie infettive e respiratorie

A differenza delle altre principali cause di morte, le malattie infettive continuano a mostrare un trend in aumento iniziato dopo il 2020. Nel 2023 il tasso di mortalità è cresciuto del 3,3% rispetto all’anno precedente. In aumento anche le malattie respiratorie, che segnano un +3,1%, con un impatto particolarmente evidente tra gli over 65. A trainare la crescita sono soprattutto polmoniti e influenza, che registrano un incremento del 15,3%.

Diabete sopra la media europea

Il report evidenzia anche un aumento della mortalità legata al diabete (+7,5%). Sebbene l’Italia si confermi tra i Paesi europei con il tasso di mortalità complessiva più basso, il diabete continua ad avere un peso maggiore rispetto alla media UE. Nel nostro Paese, infatti, questa patologia rappresenta circa il 3% delle cause di morte, contro una media europea del 2%. Un dato che riflette la crescente diffusione delle malattie metaboliche e croniche nella popolazione.

Covid in forte calo nel 2023

Dopo essere stata tra il 2020 e il 2022 la terza causa di morte in Italia, la mortalità per Covid-19 registra nel 2023 una netta riduzione. I decessi attribuiti al virus sono diminuiti di circa il 69% in un solo anno, segnando una svolta rispetto agli anni della pandemia. Nonostante questo calo, continuano però a crescere le patologie respiratorie e infettive correlate.

Sud e Isole con i tassi di mortalità più elevati

Le differenze territoriali restano marcate. Nel Sud e nelle Isole si registrano oltre 90 decessi ogni 10mila abitanti, mentre il Nord-est mostra i livelli più bassi. Le regioni meridionali presentano tassi più elevati per diabete, malattie circolatorie e patologie respiratorie. Per i tumori, invece, i livelli più alti si osservano nel Nord-ovest.

Italia tra i Paesi europei con mortalità più bassa

Nel confronto europeo, dunque, l’Italia continua a distinguersi per una mortalità inferiore alla media UE. Il tasso standardizzato italiano si attesta a 82,7 decessi per 10mila abitanti, contro il 96,3 della media europea. Solo Spagna, Francia e Lussemburgo registrano valori migliori. Nonostante il quadro generale positivo, l’aumento delle malattie infettive, respiratorie e del diabete indica nuove sfide per il sistema sanitario e per la prevenzione.

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