Salute 27 Marzo 2026 14:37

Ipertensione lieve, sei settimane di boxe migliorano la salute vascolare nei giovani

Un nuovo studio mostra che sei settimane di allenamento di boxe possono ridurre significativamente la pressione arteriosa e migliorare la funzione dei vasi sanguigni nei giovani adulti con pressione elevata o ipertensione di grado 1

di Isabella Faggiano
Ipertensione lieve, sei settimane di boxe migliorano la salute vascolare nei giovani

Bastano sei settimane di allenamento di boxe per ottenere benefici cardiovascolari concreti nei giovani adulti con pressione arteriosa elevata o ipertensione di grado 1. È quanto emerge da uno studio della University of Texas at El Paso (UTEP), pubblicato sulla rivista Sports, primo trial clinico randomizzato a indagare gli effetti della boxe sulla salute vascolare in questa popolazione. I ricercatori hanno coinvolto 24 partecipanti, con un’età media di 25 anni, divisi casualmente in due gruppi: uno ha seguito un programma di allenamento di boxe, l’altro ha svolto esercizi di flessibilità e equilibrio. Il gruppo di boxe ha partecipato a tre sessioni settimanali, ciascuna composta da 10 round di tre minuti con il sacco o i mitt (gli speciali cuscinetti protettivi imbottiti indossati dagli allenatori per ricevere i colpi del pugile), intervallati da pause di un minuto. Gli esercizi erano strutturati in modo da alternare fasi ad alta intensità e recupero attivo, garantendo uno stimolo cardiovascolare intenso ma sicuro.

I benefici post allenamento

Al termine delle sei settimane, i risultati sono stati significativi: la pressione sistolica è diminuita in media di 16 mmHg e quella diastolica di 10 mmHg. La pressione sistolica centrale, indicatore più predittivo del rischio cardiovascolare rispetto alla misurazione tradizionale al braccio, ha mostrato una riduzione altrettanto rilevante. “Questi valori sono paragonabili, e in alcuni casi superiori, a quelli ottenuti con i farmaci per l’ipertensione”, sottolinea Alvaro Gurovich, Ph.D., direttore del Dipartimento di Terapia Fisica e Scienze del Movimento della UTEP e autore senior dello studio. I benefici non si sono limitati alla pressione arteriosa. I partecipanti al programma di boxe hanno registrato miglioramenti nella funzione endoteliale, la capacità dei vasi sanguigni di dilatarsi e regolare il flusso sanguigno, sia negli arti superiori che inferiori. “Dopo sei settimane, i vasi erano più flessibili, più reattivi e trasportavano più sangue – spiega Gurovich -. Questo si traduce in un rischio ridotto di infarto e ictus e rappresenta un’alternativa concreta e sostenibile per chi si trova nelle prime fasi dell’ipertensione”.

La necessità di ulteriori ricerche

Scott Kruse, Ph.D., preside del College of Health Sciences della UTEP, evidenzia come lo studio sia un esempio di scienza applicata e centrata sul paziente: “Dimostra che un esercizio accessibile, divertente e ad alta intensità può avere impatto reale sulla salute di milioni di persone”. Gli autori sottolineano la necessità di ulteriori ricerche per capire se questi effetti si mantengano nel lungo periodo e se possano essere replicati in popolazioni più anziane o in contesti di allenamento meno controllati. Lo studio è stato guidato da Francisco Morales-Acuña, Ph.D., dottorando presso il laboratorio Clinical Applied Physiology della UTEP, in collaborazione con ricercatori cileni della Universidad de Santiago de Chile e della Universidad Andrés Bello.

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