Salute 24 Ottobre 2024 16:18

Insonnia, chi ne soffre dopo i 40 anni ha il cervello più vecchio di tre anni

Lo studio ha coinvolto 589 persone con un'età media di 40 anni all'inizio della ricerca. I partecipanti hanno completato dei questionari sul sonno sia all'inizio dello studio che cinque anni dopo. Le scansioni cerebrali sono state effettuate 15 anni dopo l'inizio dello studio
Insonnia, chi ne soffre dopo i 40 anni ha il cervello più vecchio di tre anni

Dormire bene, per invecchiare meglio. È questo il consiglio che i ricercatori dell’Università della California di San Francisco rivolgono a chiunque abbia varcato la soglia degli ‘anta’. “Un buon sonno dopo i 40 anni – assicurano – è garanzia contro l’invecchiamento del cervello”. Lo studio, pubblicato su Neurology, svela che con una scarsa qualità del sonno il cervello è quasi tre anni più vecchio già dalla mezza età. In altre parole, gli adulti che hanno spento la quarantesima candelina e che hanno un sonno di cattiva qualità – che ad esempio hanno difficoltà ad addormentarsi o a rimanere addormentati – presentano un volume celebrare ridotto, rispetto ai coetanei che invece trascorrono notti beate.

Le conseguenze dell’insonnia

“I problemi del sonno sono stati collegati in ricerche precedenti ad una ridotta capacità di ragionamento e memoria nelle persone già in là con gli anni, e a un rischio maggiore di demenza – precisa l’autrice Clémence Cavaillès dell’Università della California di San Francisco -. Il nostro  studio, che ha utilizzato scansioni cerebrali per determinare l’età cerebrale dei partecipanti (il grado di riduzione del  volume cerebrale corrisponde a una specifica età), suggerisce che la scarsa qualità del sonno è collegata a quasi tre anni di  invecchiamento cerebrale aggiuntivo già dalla mezza età”.

Uno studio lungo 15 anni

Lo studio ha coinvolto 589 persone con un’età media di 40 anni all’inizio della ricerca. I partecipanti hanno completato dei questionari sul sonno sia all’inizio dello studio che cinque anni dopo. Le scansioni cerebrali sono state effettuate 15 anni dopo l’inizio dello studio. I ricercatori hanno registrato sei caratteristiche del sonno problematico per ciascun partecipante: breve durata del sonno, scarsa qualità del sonno, difficoltà ad addormentarsi, difficoltà a mantenere il sonno, risvegli mattutini anticipati e sonnolenza diurna. I partecipanti sono stati divisi in tre gruppi: il gruppo con sonno sano (al massimo una caratteristica negativa), un gruppo medio (due o tre  caratteristiche negative) e un gruppo con scarsa qualità del sonno (più di tre).

I risultati della ricerca

I ricercatori hanno esaminato le scansioni cerebrali dei partecipanti e usato l’intelligenza artificiale per determinare l’età cerebrale di ciascuno. È emerso che le persone del gruppo medio avevano un’età cerebrale media di 1,6 anni maggiore rispetto a quelle del gruppo con pochi problemi, mentre quelle del gruppo con più disturbi del sonno avevano un’età cerebrale media di 2,6 anni maggiore. Il cervello più invecchiato si riscontra soprattutto quando la qualità del sonno è scarsa, con difficoltà ad addormentarsi, risvegli notturni o anticipati, specialmente quando queste caratteristiche si verificano costantemente per cinque anni.

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

 

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy e Associazioni

DDL Caregiver, CoorDown: “Il testo va decisamente migliorato. Non deludiamo le famiglie”

Il Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down, esprime forti riserve sui criteri economici restrittivi trapelati e sull’assenza di tutele previdenziali
di Redazione
Advocacy e Associazioni

Oblio oncologico, Ivass emana il Provvedimento per l’adeguamento delle assicurazioni

L’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (Ivass) ha emanato il Provvedimento 169 che dà attuazione alla Legge sull’oblio oncologico. Soddisfazione da parte delle Associazioni...
di G.F.
Advocacy e Associazioni

Caregiver familiari, approvato il disegno di legge dal Consiglio dei Ministri

Tutele, riconoscimento e risorse per chi si prende cura dei propri cari
di Redazione
Advocacy e Associazioni

Famiglie e caregiver, il tempo stringe: partecipare al sondaggio Anffas per difendere il diritto di cura

Dopo l’inchiesta pubblicata da Sanità Informazione a dicembre sulle difficoltà di accesso alle terapie riabilitative per ragazzi con disabilità dopo i 12 anni, è anco...
di Isabella Faggiano
Salute

Sclerosi multipla, svelato il meccanismo che collega il virus di Epstein-Barr al danno cerebrale

I ricercatori hanno scoperto che, durante la risposta immunitaria contro il virus, alcuni linfociti T possono attaccare anche una proteina del cervello attraverso un processo di mimetismo molecolare, ...
di I.F.