Crescere in case riscaldate o illuminate con legna, carbone o altri combustibili solidi può avere effetti sulla memoria e sulle capacità cognitive fino all’età adulta. Lo dimostra uno studio condotto su oltre 7mila cinesi
Vivere in ambienti domestici inquinati durante l’infanzia può compromettere le funzioni cognitive molti decenni dopo. Lo dimostra una recente ricerca pubblicata su Social Science & Medicine, condotta dai ricercatori dell’Università di Helsinki. Lo studio, il primo a dimostrare sistematicamente questa associazione, ha analizzato dati di oltre 7mila adulti cinesi con più di 45 anni, utilizzando tecniche avanzate di machine learning per valutare l’impatto dell’esposizione precoce su memoria episodica, attenzione e integrità mentale complessiva.
Combustibili solidi e rischi a lungo termine
I bambini esposti ai fumi prodotti dalla combustione di legna, carbone o scarti vegetali ottengono punteggi significativamente più bassi nei test cognitivi in età adulta rispetto ai coetanei cresciuti con energia pulita come elettricità o gas. Secondo Xu Zong, primo autore dello studio, questa esposizione precoce può accelerare il declino cognitivo attraverso due vie principali: biologica e socioeconomica. Dal punto di vista biologico, problemi di salute come sovrappeso o limitazioni nelle attività quotidiane aumentano la vulnerabilità cerebrale. Sul fronte socioeconomico, livelli più bassi di istruzione e reddito in età adulta accrescono il rischio di deterioramento cognitivo.
Differenze legate a genere e stile di vita
Lo studio evidenzia come uomini, fumatori e consumatori abituali di alcol risultino più vulnerabili agli effetti negativi dell’inquinamento precoce, probabilmente per il ruolo combinato di infiammazione e stress nel potenziare i danni neurologici. Gli autori sottolineano che promuovere l’uso di combustibili puliti nelle abitazioni non è solo una misura ambientale o respiratoria, ma un investimento a lungo termine nella salute cognitiva della popolazione. Interventi mirati a ridurre l’esposizione domestica nei primi anni di vita potrebbero contribuire a prevenire il declino cognitivo e le malattie neurodegenerative in età avanzata.
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