One Health 23 Settembre 2025 11:49

Inquinamento e cambiamenti climatici: per 7 italiani su 10 sono una minaccia per salute e futuro

Secondo un’indagine di Elma Research presentata al IX Congresso di Fondazione Onda ETS, il 90% degli italiani percepisce un legame diretto tra inquinamento e salute e oltre il 75% teme che il futuro sarà peggiore di oggi
Inquinamento e cambiamenti climatici: per 7 italiani su 10 sono una minaccia per salute e futuro

Oltre sette italiani su dieci considerano il cambiamento climatico e l’inquinamento tra le principali minacce per il futuro. La preoccupazione non riguarda solo l’ambiente: il 90% degli intervistati riconosce un forte legame tra inquinamento e patologie, mentre il 64 per cento dichiara di provare paura e angoscia di fronte agli effetti ambientali. Il 76 per cento teme per il proprio futuro e quello delle nuove generazioni, e il 75 per cento è convinto che tra 50 anni il mondo sarà peggiore di oggi. Questi dati emergono dall’indagine “Inquinamento e cambiamenti climatici: l’impatto sulla salute in ottica di genere“, realizzata da Elma Research su un campione di 2.552 persone, presentata in occasione del IX Congresso di Fondazione Onda ETS, che si svolge in modalità virtuale dal 24 al 25 settembre 2025.

Educazione, informazione e sensibilizzazione

“Nel ventennale della sua attività, Fondazione Onda ETS rinnova l’impegno a promuovere la salute e a sensibilizzare cittadini e Istituzioni su temi cruciali per il benessere delle persone – afferma Francesca Merzagora, Presidente Fondazione Onda ETS –. Oggi più che mai, è fondamentale tradurre la consapevolezza in azioni concrete che tutelino la salute e l’ambiente. Il Congresso nazionale rappresenta un’occasione unica per confrontarsi in modo multidisciplinare, approfondire le strategie di sostenibilità e promuovere un impegno concreto per comunità più resilienti e consapevoli”. La Senatrice Elena Murelli sottolinea che “l’inquinamento e i cambiamenti climatici rappresentano una priorità non solo ambientale, ma anche sanitaria. È necessario adottare politiche integrate che tengano conto delle differenze di genere e della maggiore vulnerabilità di alcune fasce della popolazione”.

La preoccupazione si traduce anche in impatto psicologico”

Il quadro emotivo degli italiani è dominato dalla preoccupazione: ansia, stress e paura sono effetti diffusi. Il 60 per cento riferisce impatti negativi sulla sfera psicologica, mentre eventi climatici estremi, aumento delle temperature, scomparsa di specie animali e vegetali e diffusione di malattie croniche alimentano timori concreti per il futuro. “Inquinamento colpisce tutto il nostro organismo: sistema cardiovascolare, respiratorio, cervello, salute mentale. La “climate anxiety” e la solastalgia colpiscono soprattutto giovani e donne, generando timore e senso di impotenza – commenta Claudio Mencacci, Co-Presidente Società Italiana di NeuroPsicoFarmacologia e Presidente Comitato Scientifico di Fondazione Onda ETS”.

Consapevolezza diffusa, ma azioni ancora limitate

Nonostante la sensibilità diffusa, le azioni concrete rimangono spesso al minimo indispensabile. “La ricerca mostra uno scenario chiaro: gli italiani riconoscono l’urgenza del problema, ma troppo spesso restano spettatori – spiega Massimo Massagrande, CEO Elma Research –. La vera sfida è far sentire davvero la problematica ambientale, superare rassegnazione e fatalismo e restituire ai giovani la fiducia di sentirsi protagonisti”. Roberto Romizi, Presidente Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia, aggiunge che “le donne sono al centro della connessione tra crisi climatica, salute e giustizia sociale. Valorizzare il loro ruolo è essenziale per costruire un futuro più sano e giusto”. Infine, Simonetta Miozzo, Segretaria regionale del Piemonte – SIMG, conclude: “Il cambiamento climatico e l’inquinamento sono sfide cruciali anche per la salute. La medicina generale, con le cure di prossimità e la prospettiva di genere, diventa presidio clinico, ambientale e sociale: prendersi cura delle persone significa prendersi cura del contesto in cui vivono”.

 

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