I più colpiti restano i bambini fino a 4 anni, mentre la maggioranza dei casi gravi riguarda persone non vaccinate, confermando l’importanza della prevenzione e del monitoraggio costante
L’andamento delle infezioni respiratorie in Italia mostra segnali positivi. Secondo l’ultimo rapporto della sorveglianza RespiVirNet, nella settimana dal 9 al 15 febbraio 2026 l’incidenza totale delle infezioni respiratorie acute nella comunità è stata pari a 8,6 casi per 1.000 assistiti, in calo rispetto ai 9,7 della settimana precedente. In termini assoluti, si stimano circa 472mila nuovi casi, per un totale dall’inizio della sorveglianza che raggiunge ormai i 11,4 milioni.
Incidenza più elevata nei più piccoli
L’analisi dei dati mostra che la fascia di età più colpita resta quella tra 0 e 4 anni, con circa 33 casi per 1.000 assistiti, in diminuzione rispetto alla settimana precedente (38). L’intensità della circolazione virale è considerata basale in Veneto, Provincia Autonoma di Trento, Molise e Sardegna, molto alta in Basilicata e bassa in tutte le altre regioni italiane. Gli esperti ricordano che il recente cambiamento nella definizione di caso, da sindrome simil-influenzale (ILI) a infezione respiratoria acuta (ARI), rende difficile confrontare direttamente questi dati con quelli delle stagioni precedenti.
Virus circolanti e flusso ospedaliero
Tra i virus respiratori rilevati nella comunità, i valori di positività più elevati sono stati registrati per virus respiratorio sinciziale (VRS), Rhinovirus e Metapneumovirus. Nel flusso ospedaliero, i tassi di positività più alti sono stati osservati sempre per VRS, Rhinovirus e altri coronavirus diversi da SARS-CoV-2. Per quanto riguarda i virus influenzali, i sottotipi A(H3N2) e A(H1N1)pdm09 risultano pressoché equivalenti sia nella comunità sia negli ospedali. Nessun campione ha evidenziato influenza A “non sottotipizzabile”, che potrebbe indicare la presenza di ceppi aviari. La sorveglianza delle forme gravi di influenza mostra un calo rispetto alla stessa settimana della stagione precedente, con la maggioranza dei casi gravi associati a persone non vaccinate. Il sottotipo più frequente tra le forme complicate resta A(H1N1)pdm09.
Prevenzione e vaccinazione
Gli esperti sottolineano come la vaccinazione rimanga lo strumento principale per ridurre il rischio di complicanze e ospedalizzazioni, soprattutto nei soggetti più vulnerabili. La sorveglianza continua e l’uso di strumenti digitali di raccolta dati, come quelli adottati da RespiVirNet, permettono di monitorare in tempo reale la circolazione dei virus e di supportare le decisioni delle autorità sanitarie e dei medici sul territorio.
Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato