I dati preliminari pubblicati su Eurosurveillance indicano inoltre un’efficacia del vaccino antinfluenzale superiore alle attese
Nella settimana dal 23 febbraio al 1° marzo 2026, l’incidenza totale delle infezioni respiratorie acute nella comunità è stata di 7,5 casi per mille assistiti, leggermente inferiore ai 7,6 della settimana precedente. Secondo Anna Teresa Palamara, direttrice del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Iss, “la stagione di quest’anno si prevede di intensità paragonabile alle due precedenti, sebbene nelle prossime settimane si registri ancora un numero significativo di casi soprattutto tra i più piccoli”. Il cambiamento della definizione di caso, che ha portato a includere un maggior numero di infezioni nel conteggio, rende tuttavia difficile un confronto diretto con le stagioni precedenti. Dal punto di vista virologico, l’emergere del subclade K del ceppo H3N2, la cosiddetta “variante K”, ha probabilmente anticipato il picco dei casi, come osservato in altri Paesi europei. Al momento non risultano evidenze che la variante abbia modificato la gravità dei sintomi, come confermato dai dati ospedalieri.
Fasce d’età e distribuzione regionale
Dall’inizio della sorveglianza si stimano circa 12,6 milioni di casi, con circa 406mila nuovi casi nell’ultima settimana. L’incidenza più elevata si osserva nella fascia 0-4 anni, con circa 30 casi per mille assistiti. L’intensità è risultata bassa in alcune regioni (Trento, Bolzano, Friuli, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Campania, Puglia, Sardegna e Basilicata) e basale in tutte le altre. Nella settimana 2026-09, nella comunità si registra un tasso di positività per influenza del 2,1%, mentre nel flusso ospedaliero è pari al 3%. Tra i virus respiratori circolanti, nella comunità e negli ospedali i valori più alti si rilevano per Rhinovirus, VRS e Metapneumovirus. Per quanto riguarda l’influenza stagionale, i virus A(H3N2) e A(H1N1)pdm09 risultano presenti in proporzioni simili, e non sono stati rilevati ceppi aviari o A “non sottotipizzabili”. Tra le forme gravi e complicate, la maggior parte dei casi riguarda persone non vaccinate, con prevalenza del sottotipo A(H1N1)pdm09.
Vaccino antinfluenzale: efficacia superiore alle attese
I primi dati pubblicati su Eurosurveillance dai ricercatori dell’European IVE Group, di cui fa parte l’Iss, confermano un’efficacia del vaccino più alta del previsto. Nove studi preliminari condotti su 16 Paesi europei indicano che, nonostante la predominanza della cosiddetta “variante K” di A(H3N2), l’immunizzazione ha prevenuto tra un terzo e metà degli effetti dell’infezione tra le persone vaccinate. L’efficacia è risultata maggiore nei bambini rispetto agli adulti. Questi risultati rafforzano l’importanza della vaccinazione antinfluenzale, confermando le raccomandazioni di protezione per le popolazioni a rischio e sottolineando il ruolo fondamentale della prevenzione nella gestione delle infezioni respiratorie.
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