One Health 25 Marzo 2026 12:27

Influenza aviaria: cosa sappiamo e come tutelarsi

L’influenza aviaria colpisce principalmente gli uccelli, con raro passaggio all’uomo. La sorveglianza italiana e europea monitora animali e persone per prevenire focolai e garantire la sicurezza alimentare. Il punto dell’Iss

di Redazione
Influenza aviaria: cosa sappiamo e come tutelarsi

L’influenza aviaria è un’infezione virale che colpisce principalmente gli uccelli, in particolare quelli acquatici selvatici, veri e propri veicoli di diffusione dei virus. Questi agenti patogeni possono raggiungere gli allevamenti, causando gravi danni economici, e in alcuni casi passare all’uomo. Negli ultimi anni, alcuni ceppi sono stati trasmessi anche a mammiferi come bovini o animali da compagnia, in particolare gatti. Il caso recente registrato in Lombardia ha acceso i riflettori sulla possibile trasmissione all’uomo: un paziente fragile proveniente da un Paese extraeuropeo è risultato positivo al virus A(H9N2) a bassa patogenicità, diventando il primo caso umano di influenza aviaria H9N2 in Europa.

Il rischio per l’uomo resta contenuto

La maggior parte dei virus aviari non rappresenta un pericolo significativo per la popolazione. Tuttavia, alcuni ceppi possono mutare e acquisire la capacità di infettare altre specie, incluso l’uomo. Quando ciò accade, i sintomi tendono a essere lievi o addirittura assenti. Al momento non esistono evidenze di trasmissione da uomo a uomo. Secondo l’ECDC, il rischio generale per la popolazione resta basso, mentre può salire a livello moderato per chi lavora a stretto contatto con animali infetti, come gli operatori di allevamenti.

Sorveglianza e prevenzione in Italia

In Italia, il monitoraggio dei virus aviari negli animali è coordinato dal Ministero della Salute con il supporto scientifico dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe). I Servizi Veterinari regionali e le ASL/ULSS eseguono i controlli sugli animali domestici e selvatici, mentre gli Istituti Zooprofilattici effettuano i test diagnostici. La sorveglianza combina controlli attivi su animali vivi e monitoraggio passivo su animali malati o deceduti, secondo le linee guida europee. Sul fronte umano, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) coordina la rete RespiVirNet, che coinvolge medici e pediatri sentinella per osservare le sindromi simil-influenzali. Oggi la rete comprende 28 laboratori distribuiti sul territorio nazionale e permette di intercettare anche eventuali casi di infezione da virus aviari. Un progetto finanziato dal Ministero della Salute favorisce la collaborazione tra sorveglianza animale e umana, garantendo lo scambio rapido di informazioni e un approccio One Health che coinvolge istituzioni come ISS, IZSVe, Policlinico San Matteo, Università di Parma, Bari e Marche, e l’Istituto di Scienze Biomediche della Difesa.

Controlli in Europa e sicurezza alimentare

A livello europeo, Commissione UE, ECDC, EFSA ed EURL per l’influenza aviaria monitorano la situazione, definendo protocolli per prevenire focolai negli allevamenti e casi umani. Non ci sono evidenze che il consumo di carne contaminata possa trasmettere il virus. Le norme sugli abbattimenti e sullo smaltimento sicuro riducono al minimo i rischi. È sempre consigliato maneggiare e cucinare correttamente alimenti di origine animale, rispettando le norme igieniche. Negli Stati Uniti, alcuni lotti di latte crudo contaminato da H5N1 sono stati ritirati, mentre in Italia, i test su oltre 3.000 bovini in zone a rischio hanno dato esito negativo.

Animali domestici: come proteggerli

Gatti e cani possono, seppur raramente, essere esposti al virus se entrano in contatto con uccelli infetti. È quindi importante evitare contatti diretti con volatili selvatici, vivi o morti, e non somministrare loro carne cruda o visceri non controllati durante i periodi di circolazione virale. La sorveglianza e la prevenzione restano strumenti chiave: conoscere il virus, rispettare le norme igieniche e proteggere gli animali domestici riduce il rischio e contribuisce a contenere la diffusione, tutelando al tempo stesso la salute pubblica.

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