Salute 30 Marzo 2026 10:34

Infezioni emergenti e riemergenti, dalla meningite all’epatite A: microbiologi a confronto sugli ultimi alert

Dai casi di epatite A in Campania agli episodi di meningite nel Regno Unito, le infezioni tornano a far parlare di sé anche nei Paesi con sistemi sanitari avanzati. Al congresso Amcli il punto su sorveglianza, diagnostica e approccio One Health

di Redazione
Infezioni emergenti e riemergenti, dalla meningite all’epatite A: microbiologi a confronto sugli ultimi alert

Le infezioni non sono mai davvero scomparse. Cambiano forma, si spostano, riemergono dove meno ci si aspetta. E oggi, tra aumento dei casi e nuove dinamiche di diffusione, tornano al centro dell’attenzione della comunità scientifica. A partire da episodi recenti: l’incremento delle segnalazioni di epatite A in Campania, con oltre cento casi registrati dall’inizio dell’anno e numerosi ricoveri nell’area napoletana, e i casi di meningite segnalati nel Regno Unito, soprattutto tra i più giovani. Segnali diversi, ma legati da un filo comune: la stretta relazione tra ambiente, comportamenti, sicurezza alimentare e salute umana. Un intreccio che richiama l’approccio One Health, sempre più centrale nella lettura dei fenomeni infettivi.

Il punto al congresso dei microbiologi

Di questi temi si discute a Rimini, dove è in corso il Congresso nazionale dell’Associazione microbiologi clinici italiani (Amcli). Un appuntamento che riunisce esperti da tutta Italia per fare il punto su infezioni emergenti e riemergenti, antimicrobico-resistenza e innovazione tecnologica in diagnostica. L’edizione 2026 segna anche un aumento significativo della partecipazione scientifica, con oltre 500 contributi presentati. Un dato che riflette il dinamismo della microbiologia clinica e la crescente capacità dei laboratori di produrre ricerca. In parallelo cresce anche la presenza dei giovani, con circa 200 specializzandi coinvolti: un segnale di ricambio generazionale che si consolida.

Sorveglianza e diagnosi al centro

Nel corso del congresso trovano spazio i principali ambiti della disciplina: dalla sorveglianza delle infezioni alle malattie trasmesse da vettori, fino alle infezioni sessualmente trasmissibili e a quelle che colpiscono i pazienti più fragili, come neonati e trapiantati. Particolare attenzione è riservata all’antimicrobico-resistenza, riconosciuta come una delle principali minacce per la salute globale, e al contributo delle nuove tecnologie. Tra queste, anche le applicazioni dell’intelligenza artificiale, che stanno progressivamente entrando nella pratica della diagnostica microbiologica.

Un equilibrio complesso

Gli episodi registrati nelle ultime settimane confermano che le infezioni non possono essere lette come eventi isolati. Dietro la loro diffusione si muovono fattori molteplici: condizioni ambientali, mobilità, comportamenti individuali e collettivi, qualità dei sistemi di controllo. La microbiologia clinica dispone oggi di strumenti sempre più avanzati per intercettare precocemente questi fenomeni, ma la sfida resta aperta. Rafforzare la sorveglianza, investire nella diagnostica e puntare sulla formazione sono passaggi imprescindibili per rispondere a uno scenario in continua evoluzione. In questo contesto, la crescita della comunità scientifica e il coinvolgimento delle nuove generazioni rappresentano non solo un segnale positivo, ma una risorsa strategica per affrontare le sfide future della sanità pubblica.

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