Nutri e Previeni 13 Aprile 2026 09:58

Il segreto del peso forma? Non solo cosa mangi, ma quando

Una ricerca internazionale collega colazione anticipata e digiuno notturno più lungo a un BMI inferiore e a migliori abitudini metaboliche nel tempo.

di Arnaldo Iodice
Il segreto del peso forma? Non solo cosa mangi, ma quando

Un nuovo studio internazionale suggerisce che mantenere un peso corporeo sano potrebbe dipendere non solo da cosa si mangia, ma anche da quando si mangia. La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica International Journal of Behavioral Nutrition and Physical Activity e condotta dal Barcelona Institute for Global Health (ISGlobal), ha individuato due abitudini associate a un indice di massa corporea (BMI) più basso nel tempo: prolungare il digiuno notturno e consumare una colazione anticipata.

Lo studio ha analizzato i dati di oltre 7.000 adulti tra i 40 e i 65 anni appartenenti alla coorte GCAT (Genomes for Life), coordinata dall’Istituto di ricerca Germans Trias i Pujol. Nel 2018 i partecipanti hanno compilato questionari dettagliati su altezza, peso, orari dei pasti, stile di vita e condizioni socioeconomiche. Cinque anni dopo, nel 2023, più di 3.000 persone sono state rivalutate attraverso nuove misurazioni e indagini, consentendo ai ricercatori di osservare l’evoluzione del peso corporeo nel tempo.

I risultati mostrano che chi cenava prima, digiunava più a lungo durante la notte e faceva colazione nelle prime ore del mattino tendeva a mantenere un BMI inferiore rispetto agli altri partecipanti. Secondo gli autori, l’effetto potrebbe derivare da una migliore sincronizzazione con i ritmi circadiani, cioè l’orologio biologico interno che regola metabolismo, fame e consumo energetico. Tuttavia, gli studiosi sottolineano che servono ulteriori ricerche prima di formulare raccomandazioni nutrizionali definitive.

Crononutrizione: perché l’orario dei pasti conta quanto la dieta

La ricerca si inserisce nel crescente campo della crononutrizione, disciplina che studia l’interazione tra alimentazione e ritmi biologici. L’idea centrale è semplice: il corpo umano non metabolizza il cibo allo stesso modo durante tutta la giornata. Al mattino, infatti, l’organismo è più efficiente nell’utilizzo delle calorie, mentre nelle ore serali tende a immagazzinare energia più facilmente.

Secondo i ricercatori, anticipare i pasti permette una migliore regolazione dell’appetito e dei livelli ormonali legati alla fame, come insulina e leptina. Mangiare tardi, invece, può interferire con il sistema circadiano, l’insieme di meccanismi biologici che coordinano sonno, metabolismo e produzione energetica. Quando questi ritmi vengono alterati, aumenta il rischio di accumulo di peso e disordini metabolici.

Lo studio ha inoltre evidenziato importanti differenze di genere. Le donne mostravano mediamente un BMI più basso, una maggiore adesione alla dieta mediterranea e un minor consumo di alcol. Tuttavia, riportavano livelli peggiori di salute mentale e una maggiore responsabilità nella gestione domestica e familiare, fattori che potrebbero influenzare indirettamente le abitudini alimentari.

Attraverso un’analisi statistica dei cluster, i ricercatori hanno individuato anche un sottogruppo di uomini con comportamenti distintivi: primo pasto dopo le 14:00, digiuno di circa 17 ore, maggiore consumo di alcol e tabacco, minore attività fisica e minore adesione alla dieta mediterranea. Questo gruppo presentava condizioni socioeconomiche meno favorevoli e non mostrava benefici sul peso corporeo.

Nel complesso, i risultati rafforzano l’ipotesi che il contesto di vita e lo stile alimentare globale siano determinanti quanto la semplice durata del digiuno.

Digiuno intermittente: perché saltare la colazione non basta

Lo studio distingue chiaramente tra digiuno notturno fisiologico e digiuno intermittente ottenuto saltando la colazione. Nei partecipanti che posticipavano il primo pasto della giornata non sono stati osservati vantaggi sul peso corporeo. Secondo i ricercatori, questa strategia non risulta più efficace della semplice riduzione calorica nel lungo periodo e spesso si associa a stili di vita meno salutari, come sedentarietà e consumo di alcol.

Le conclusioni dello studio suggeriscono che sincronizzare i pasti con l’orologio biologico potrebbe avere effetti che vanno oltre il controllo del peso. Ricerche precedenti dello stesso gruppo indicano che anticipare cena e colazione è associato anche a un minor rischio di malattie cardiovascolari e diabete di tipo 2.

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