L’Istituto Superiore di Sanità ha fotografato la situazione aggiornata del diabete in Italia attraverso il suo osservatorio di sorveglianza Passi (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia). Il primo dato da rilevare è che la diffusione della patologia nella popolazione rimane intorno al 5%, con un andamento, quindi, sostanzialmente stabile dal 2008 a oggi.
Passi, l’osservatorio di sorveglianza dell’Istituto Superiore di Sanità fa il punto sulla situazione del diabete in Italia, che oggi, in termini di patologia diagnosticata, riguarda il 5% della popolazione.
Vediamo dunque, in sintesi, i dati raccolti dal Sistema Passi nel biennio 2020-21, rimandando al sito web per approfondire l’argomento, qui. Si tenga presente che l’indicatore usato dal sistema non fa distinzione qui tra diabete di tipo 1 e diabete di tipo 2, ma che il secondo tipo rappresenta la grande maggioranza dei casi definiti di diabete: secondo il Ministero della Salute, il 90% sono di tipo 2 contro il 10% di tipo 1.
Emoglobina glicata: controlli non abbastanza frequenti e troppi pazienti che non sanno che cosa sia.
Un capitolo a parte, nella fotografia attuale del diabete in Italia, merita la questione della emoglobina glicata, un esame di laboatorio fondamentale per verificare l’andamento dell’equilibrio glicemico di una persona con diabete. Secondo Passi, i dati riscontrati non sono rassicuranti: i controlli non sono sufficienti e molti pazienti nemmeno conoscono l’esame.
Infatti, il 62% delle persone con diabete ha effettuato il controllo dell’emoglobina glicata nei 12 mesi precedenti l’intervista, ma meno di un paziente su tre (31%), fra quelli che conoscono il significato e l’importanza di questo esame, riferisce di aver controllato l’emoglobina glicata nei 4 mesi precedenti l’intervista.
Inoltre, una persona su 5 non sa che cosa sia l’emoglobina glicata o non ne conosce il significato.
Il rapporto Passi ricorda che “le più recenti indicazioni sulla valutazione del controllo glicemico suggeriscono il monitoraggio dell’emoglobina glicata non meno di 2 volte l’anno fra i pazienti diabetici con un controllo stabile della glicemia, e non meno di 4 volte l’anno nei pazienti con compenso precario o instabile o nei quali sia stata modificata la terapia”.
Al proposito, “il dato allarmante, già notato nel 2020, riguarda -secondo Passi- un significativo aumento della quota di diabetici che riferisce di non aver controllato l’emoglobina glicata o di averlo fatto da oltre un anno: questa quota sale dal 15% del 2019 al 25% nel 2020, restando al 22% nel 2021 senza tornare ai valori pre-pandemia e mettendo in luce così un impatto indiretto della pandemia anche nella gestione dei pazienti diabetici. È possibile infatti che l’emergenza sanitaria legata alla pandemia si sia tradotta in maggiori difficoltà di accesso ai servizi sanitari o abbia indotto le persone a rinunciare a fare i controlli”.
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