Secondo il Rapporto civico di Cittadinanzattiva “Diabete: tra la buona presa in carico e la crisi dei territori”, la situazione del diabete in Italia presenta luci e ombre: le prime si riferiscono soprattutto al senso di responsabilità e alla consapevolezza delle persone con diabete nell’autocontrollarsi; le seconde riguardano anzitutto l’eccesso di burocrazia, le lunghe attese per visite ed esami, gli ostacoli nella vita quotidiana, per esempio a scuola o per la patente di guida.
Il Rapporto di Cittadinanzattiva (onlus fondata nel 1978, che promuove “l’attivismo dei cittadini per la tutela dei diritti, la cura dei beni comuni, il sostegno alle persone in condizioni di debolezza”) è stato presentato alla fine di marzo. L’indagine, elaborata da un pool di esperti, ha coinvolto, tramite questionari on line, 4927 pazienti, 245 professionisti sanitari di tutta Italia e 15 Regioni-Province autonome (Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Toscana, Trentino Alto Adige – Provincia autonoma di Bolzano, Provincia Autonoma di Trento, Valle d’Aosta, Veneto.
Aceti (Cittadinanzattiva): “C’è ancora molto da fare per la piena e concreta attuazione dei diritti delle persone con diabete. Sono troppe e insopportabili le disuguaglianze regionali nell’accesso ai servizi e alle vere innovazioni tecnologiche”.
Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato e responsabile nazionale del Cnamc Coordinamento nazionale delle associazioni dei malati cronici di Cittadinanzattiva, sintetizza così lo scenario generale: “A distanza di sei anni dall’approvazione del Piano nazionale sulla malattia diabetica, c’è ancora molto da fare per la piena e concreta attuazione dei diritti delle persone con diabete. Sono troppe e insopportabili le disuguaglianze regionali nell’accesso ai servizi e alle vere innovazioni tecnologiche. Approvare Piani nazionali, recepirli formalmente con delibere regionali e varare Percorsi diagnostici terapeutici assistenziali non è sufficiente: serve maggiore e costante attività di verifica sostanziale da parte del Ministero della Salute e delle Regioni sulla loro concreta attuazione, per assicurare cambiamenti nella vita quotidiana delle persone su tutto il territorio nazionale. È inaccettabile che ancora quasi la metà dei pazienti sia obbligata a prenotarsi autonomamente visite ed esami di controllo. I centri di diabetologia, oggi in forte affanno, vanno rafforzati e integrati con i servizi territoriali. Per aumentare la capacità di risposta del Ssn bisogna valorizzare di più la figura del medico di famiglia anche rispetto alla possibilità di prescrivere terapie innovative, come pure le importanti competenze maturate dalla professione infermieristica. Ridurre il peso sui pazienti della burocrazia inutile è una necessità ineludibile, come pure affrontare e risolvere definitivamente il problema della somministrazione dei farmaci a scuola, che ancora oggi obbliga intere famiglie a farsi carico in prima persona e tutti i giorni di quest’attività“.
Cittadinanzattiva ha sintetizzato le risposte delle persone con diabete che hanno partecipato all’indagine e che mostrano il vissuto concreto della quotidianità di chi convive con questa patologia.
Le persone che hanno partecipato alla indagine sono affette in grande maggioranza (il 72,8%) da diabete di tipo 1, di età prevalentemente compresa tra 40 e 64 anni, o sono genitori di bambini o ragazzi con diabete (17,5%).
Il rapporto rileva che “sono persone responsabili ed esperte nella gestione della malattia, che effettuano le necessarie visite di controllo (il 65% ha consultato almeno una volta nell’ultimo anno un oculista e il 40% un cardiologo) e tutti gli esami diagnostici necessari, e che svolgono regolarmente attività fisica (56,6%). Infatti, solo il 6% è dovuto ricorrere a un ricovero ospedaliero e oltre la metà non ha avuto complicanze nell’ultimo anno”. Dati che confermano che in particolare le persone con diabete di tipo 1, così come i genitori di giovani che ne sono affetti, sono molto attente alla buona gestione della patologia e alla necessità di prevenirne le possibili complicanze.
Lunghe attese per visite ed esami, notevoli distanze da percorrere, ticket in alcune Regioni, limitazioni per strisce e sensori, pochi percorsi di cura pianificati per il paziente: alcuni dei problemi segnalati da chi ha partecipato all’indagine.
I dati negativi evidenziati dalle risposte dei diabetici che hanno partecipato sono così messi a fuoco dal rapporto di Cittadinanzattiva.
Secondo i risultati dell’inchiesta, non c’è ancora una adeguata attenzione ai bambini con diabete, sia nell’assistenza sia a scuola.
Se la persona con diabete è un bambino -osserva il rapporto- incontra difficoltà in più nei servizi sanitari, ma anche nella vita scolastica. Vediamo i punti più critici.
Il rapporto civico segnala anche altre difficoltà della vita quotidiana, che si aggiungono spesso ai problemi più specificamente connessi all’assistenza sanitaria. Ecco alcuni dei punti indicati da Cittadinanzattiva.
L’Italia delle Regioni, per il diabete, risulta essere poco omogenea: dalle risposte raccolte dall’inchiesta, le differenze tra una zona e l’altra del Paese si manifestano in modo evidente.
Dalle risposte date dalle 15 Regioni e Province autonome che hanno partecipato all’inchiesta di Cittadinanzattiva, emerge chiaramente che uno dei problemi dell’assistenza alle persone con diabete in Italia e la disomogeneità di norme, disposizioni, strutture e scelte tra le diverse aree del Paese. Vediamone alcune, sottolineate dal rapporto.
Il rapporto civico di Cittadinanzattiva è stato realizzato con il contributo non condizionato di Abbott e con il coinvolgimento di organizzazioni professionali, sindacali e società scientifiche e di associazioni di persone con diabete: Amd – Associazione medici diabetologi; Ame – Associazione medici endocrinologi; Card – Confederazione associazioni regionali di distretto; Fare – Federazione delle associazioni regionali economi e provveditori; Fimmg – Federazione italiana medici di medicina generale; Fimp – Federazione italiana medici pediatri; Ipasvi – Federazione nazionale collegi infermieri professionali, assistenti sanitari, vigilatrici d’infanzia; Simdo – Società italiana metabolismo diabete obesità; Sid – Società italiana di diabetologia; Siedp – Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica; Sifo – Società italiana di farmacia ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie; Simg – Società italiana di medicina generale; Osdi – Operatori sanitari di diabetologia italiani; Agdi – Coordinamento tra le associazioni italiane giovani con diabete; Aid – Associazione italiana per la difesa degli interessi dei diabetici; Aniad – Associazione nazionale italiana atleti diabetici; Diabete Forum onlus; Fand – Associazione italiana diabetici; Fdg – Federazione diabete giovanile; Diabete Italia.