Il diabete a scuola è ancora un problema? Sotto vari aspetti sì, per Agd Italia (Coordinamento tra associazioni italiane di aiuto a bambini e giovani con diabete), secondo cui la piena integrazione del soggetto diabetico e la corretta gestione della sua condizione in ambito scolastico, non possono dirsi a oggi completamente attuate.
Secondo Agd Italia, ci sono ancora molti aspetti critici nella gestione del diabete a scuola e la piena integrazione della persona con diabete non è ancora effettivamente compiuta.
Dieci anni fa, Agd Italia aveva elaborato (in collaborazione con i ministeri della Salute e dell’Istruzione Università e Ricerca) un ampio “Documento Strategico” dedicato al tema: “per l’inserimento del bambino, adolescente e giovane con diabete in contesti scolastici, educativi, formativi, al fine di tutelarne il diritto alla cura, alla salute, all’istruzione e alla migliore qualità di vita”.
Il Documento Strategico del 2013 -sottolinea il presidente di Agd Italia Giovanni Lamenza– “si propone come un punto di riferimento per tutte le realtà coinvolte nell’inserimento scolastico dei bambini con diabete affinché vengano garantite le migliori condizioni per un’accoglienza scolastica il più vicino possibile alla ‘normalità’ e una permanenza in ambito scolastico in condizione di sicurezza”.
In sintesi, il “Documento strategico di intervento integrato per l’inserimento del bambino, adolescente e giovane con Diabete in contesti Scolastici, Educativi, Formativi al fine di tutelarne il diritto alla cura, alla salute, all’istruzione e alla migliore qualità di vita” (consultabile sul sito di Agd Italia qui) fornisce:
Per quanto riguarda in particolare la terapia del diabete, il modello di gestione integrata dell’inserimento del giovane con diabete a scuola indicato nel documento (e ampiamente argomentato e motivato) si basa su alcuni punti di diritto che vale la pena di riportare qui:
Anche grazie a questo importante documento, la gestione del diabete a scuola è nel tempo migliorata, ma, secondo Agd Italia, permangono ancora situazioni di incertezza e differenze tra le varie regioni italiane. Di questo si è recentemente parlato in una conferenza stampa in Senato promossa da Agd Italia in collaborazione con l’Intergruppo parlamentare Obesità e Diabete, in occasione del decennale del Documento.
Il diabete di tipo 1 -ricorda Agd- riguarda in Italia circa 200.000 persone e il 10%, cioè circa 20.000, ha età inferiore a 18 anni. La maggior parte di loro trascorre parecchie ore della sua giornata a scuola: è quindi fondamentale che l’istituzione garantisca il controllo della loro condizione di salute e il loro pieno inserimento nel contesto scolastico, rimuovendo tutti gli eventuali ostacoli.
Si tratta quindi, da un lato, di assicurare al bambino o ragazzo con diabete la possibilità di controllarsi e seguire la terapia prescritta anche a scuola, correttamente e in sicurezza, e garantire il pronto e competente intervento in caso di emergenze (come una crisi ipoglicemica) e, dall’altro, di evitare ingiuste discriminazioni alla persona, solitamente dovute a scarsa conoscenza di che cosa sia il diabete. Un esempio in proposito, tra i tanti possibili, lo troviamo nel documento là dove si dice chiaramente che “non esistono motivi per escludere o scoraggiare la partecipazione del bambino, adolescente e giovane con diabete alle gite scolastiche”. Qualcosa che invece certamente a qualcuno sarà capitato.
Secondo il documento, i punti centrali della questione sono “il ruolo della scuola come fondamentale momento nel graduale processo di accettazione della malattia e di autonomia da parte del bambino e del ragazzo, e la sicurezza della terapia, che va garantita in ambito scolastico, non potendo essere eseguita nella maggior parte dei casi in maniera autonoma, soprattutto per quanto riguarda la somministrazione di insulina e la gestione di eventuali emergenze metaboliche, quali l’ipoglicemia”.
Secondo Agd, per ottenere i risultati desiderati è indispensabile il coordinamento tra famiglia, Ssn (diabetologia pediatrica, pediatra di libera scelta. medico di medicina generale eccetera), il sistema scolastico, le associazioni per l’aiuto ai giovani con diabete, le organizzazioni di volontariato, gli enti locali.
Per quanto riguarda specificamente la scuola, spicca il ruolo, accanto a quello del personale docente e non docente, del dirigente scolastico, a cui spetta “portare a compimento le condizioni di tutela del bambino rispetto alla sua piena integrazione e garanzia del diritto alla salute”.
Finora il documento è stato recepito nel 70% delle Regioni italiane nella forma di un protocollo di intesa tra ufficio scolastico regionale e sanità regionale. “Ma -commenta Agd- c’è ancora molto da fare per dare operatività su tutto il territorio a quanto previsto dal documento strategico”.
Articoli correlati sul nostro sito li potete leggere qui e qui.
Riproduzione riservata ©