Lavoro e Professioni 3 Marzo 2026 10:18

Giornata mondiale udito, tecnici audiometristi: “Sette milioni di italiani a rischio esclusione sociale”

La Commissione di albo nazionale dei Tecnici audiometristi della Fno Tsrm e Pstrp richiama l’attenzione su prevenzione, diagnosi precoce e superamento dello stigma: “Sentire bene è vivere meglio”

di Redazione
Giornata mondiale udito, tecnici audiometristi: “Sette milioni di italiani a rischio esclusione sociale”

Prevenire, intercettare precocemente i disturbi dell’udito, prendersene cura lungo tutto l’arco della vita. È questo il messaggio che accompagna il World Hearing Day, la Giornata mondiale dell’udito che l’Organizzazione mondiale della sanità celebra ogni 3 marzo per riportare al centro dell’agenda sanitaria un tema ancora troppo spesso sottovalutato: la salute uditiva. Perché non è solo una questione di decibel. È una questione di relazioni, di inclusione, di qualità della vita.

Un fenomeno globale in crescita

La perdita dell’udito rappresenta una delle condizioni croniche più diffuse al mondo. Secondo il World Report on Hearing dell’Oms, oggi oltre 1,5 miliardi di persone – quasi il 20% della popolazione globale – convivono con una qualche forma di ipoacusia. Di queste, 430 milioni soffrono di una perdita uditiva invalidante. Entro il 2050, le persone con una forma invalidante potrebbero superare i 700 milioni. In Italia, le persone ipoacusiche sono circa 7 milioni. Un numero che, sottolineano i Tecnici audiometristi, rischia di tradursi in esclusione sociale, isolamento, difficoltà comunicative e lavorative, soprattutto se il disturbo non viene riconosciuto e trattato tempestivamente. Nei Paesi industrializzati circa 1-2 neonati su 1000 presentano problemi di udito permanenti sin dalla nascita. La prevalenza cresce con l’età: 2-3 casi per mille a 5 anni, 3-4 per mille in adolescenza. Le forme di sordità da gravi a profonde – quelle ad alto impatto sociale – in Italia colpiscono lo 0,72 per 1000 e rappresentano dal 20 al 30% di tutte le perdite uditive, spesso non correggibili con una semplice amplificazione acustica e talvolta candidate a impianto cocleare.

Il ruolo del Tecnico audiometrista

Al centro della prevenzione e della diagnosi c’è una figura professionale ancora poco conosciuta ma essenziale: il Tecnico audiometrista. A richiamarne l’importanza è la Commissione di albo nazionale dei Tecnici audiometristi della Fno Tsrm e Pstrp. Si tratta del professionista sanitario specializzato nell’esecuzione di esami strumentali audiometrici e vestibolari, indispensabili per valutare la funzionalità dell’apparato uditivo e dell’equilibrio. Dallo screening neonatale ai controlli in età scolare, fino al monitoraggio dell’ipoacusia nell’adulto e nell’anziano, il Tecnico audiometrista accompagna la persona in tutte le fasi della vita. Individuare tempestivamente un deficit uditivo significa prevenire conseguenze rilevanti sullo sviluppo del linguaggio nei bambini, sul rendimento scolastico, sulla produttività lavorativa e, negli anziani, sul rischio di isolamento sociale e sul possibile declino cognitivo. Il professionista opera in stretta collaborazione con medici otorinolaringoiatri, audiologi, logopedisti e tecnici audioprotesisti, contribuendo alla definizione del quadro clinico attraverso esami oggettivi e soggettivi altamente specializzati: audiometria tonale e vocale, impedenzometria, potenziali evocati uditivi, esami vestibolari. La precisione tecnica e la competenza nell’interpretazione dei dati consentono di orientare rapidamente il medico verso il trattamento più adeguato, che può includere protesizzazione, interventi chirurgici o percorsi riabilitativi.

Prevenzione e superamento dello stigma

Il ruolo del Tecnico audiometrista non si esaurisce nell’attività diagnostica. Sempre più spesso è coinvolto in iniziative di educazione sanitaria e campagne di screening gratuite sul territorio. La diffusione di comportamenti a rischio – esposizione prolungata a rumori intensi, uso improprio di cuffie ad alto volume, mancata protezione nei luoghi di lavoro – rende fondamentale un’attività informativa capillare. L’ipoacusia da rumore, ancora oggi tra le principali malattie professionali, può essere prevenuta con adeguate misure di sorveglianza sanitaria e con una corretta cultura della protezione. Accanto alla prevenzione clinica, c’è poi quella culturale. Lo stigma che ancora circonda la perdita dell’udito può ritardare la richiesta di aiuto, soprattutto negli adulti e negli anziani. Superare barriere emotive e culturali è parte integrante del lavoro di questi professionisti.

Innovazione e qualità

Il 2026 si colloca in una fase di profonda evoluzione tecnologica in ambito audiologico. Strumentazioni digitali sempre più sofisticate, sistemi di tele-audiologia e applicazioni di intelligenza artificiale stanno trasformando modalità e tempi della diagnosi. Il Tecnico audiometrista è anche un professionista dell’innovazione, chiamato a un aggiornamento continuo per garantire elevati standard di qualità e sicurezza. In Italia, per esercitare è necessario un percorso universitario specifico e l’iscrizione all’albo professionale degli Ordini TSRM e PSTRP. L’integrazione tra competenze tecniche avanzate e attenzione alla dimensione umana della relazione con la persona assistita rappresenta oggi uno dei tratti distintivi della professione.

Sentire bene è vivere meglio

La salute uditiva è un diritto e una responsabilità condivisa. Ogni esame audiometrico, ogni attività di screening, ogni momento di consulenza contribuisce a un obiettivo più ampio: promuovere inclusione, comunicazione e qualità della vita. Perché “sentire bene” non significa solo percepire suoni. Significa partecipare pienamente alla vita sociale, relazionale e lavorativa. Il 3 marzo diventa così l’occasione per riconoscere e valorizzare una figura spesso poco visibile, ma fondamentale nel sistema sanitario. Preservare l’udito significa tutelare un senso essenziale per la persona e per la comunità.


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