In occasione della Giornata mondiale dell’obesità, l’associazione Amici Obesi promuove l’illuminazione dei palazzi istituzionali per sensibilizzare sull’obesità come malattia cronica e multifattoriale
Accendere di blu i palazzi istituzionali per accendere anche l’attenzione su una delle principali emergenze di sanità pubblica. È questo il senso dell’iniziativa promossa da Amici Obesi in occasione della Giornata mondiale dell’obesità del 4 marzo, in adesione alla campagna globale della World Obesity Federation. L’associazione ha invitato istituzioni nazionali e regionali a illuminare le proprie sedi come gesto simbolico di vicinanza alle persone che convivono con l’obesità e come impegno concreto contro lo stigma sociale che ancora accompagna questa patologia.
Obesità, una patologia ancora segnata dalla discriminazione
“L’obesità non è una colpa, ma una malattia complessa e multifattoriale”, sottolinea Iris Zani, presidente dell’associazione. Nonostante la crescente consapevolezza clinica, molte persone continuano infatti a vivere situazioni di discriminazione e vergogna che spesso diventano un ostacolo alla cura e all’accesso ai percorsi assistenziali. In Italia si stimano circa sei milioni di adulti con obesità, pari a oltre l’11% della popolazione, un dato che conferma la dimensione strutturale del problema e la necessità di un approccio integrato e continuativo.
Il ruolo delle istituzioni e la sfida dell’applicazione della legge
L’iniziativa vuole anche valorizzare il percorso normativo avviato nel nostro Paese con l’approvazione della prima legge nazionale dedicata all’obesità, considerata un passaggio importante per il riconoscimento della patologia come condizione cronica. Allo stesso tempo, l’associazione richiama l’attenzione sulla necessità di rendere pienamente operative le misure previste, a partire dall’inserimento delle prestazioni nei Livelli essenziali di assistenza e dalla costruzione di percorsi di cura omogenei su tutto il territorio.
Prevenzione, formazione e continuità assistenziale
Secondo Amici Obesi, la lotta allo stigma passa anche attraverso informazione, prevenzione e formazione degli operatori sanitari, elementi fondamentali per garantire una presa in carico efficace e inclusiva. L’obiettivo è costruire un sistema sanitario capace di accompagnare le persone lungo tutto il percorso di cura, superando disuguaglianze territoriali e barriere culturali. La sera del 4 marzo, l’auspicio è che l’Italia si illumini di blu: un gesto simbolico che richiama l’attenzione su una patologia complessa e sulla necessità di trasformare la consapevolezza in azioni concrete.
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