One Health 7 Aprile 2026 09:38

Giornata Mondiale della Salute: l’OMS chiama governi e cittadini a “stare con la scienza”

Ridotte del 40% le morti materne e oltre del 50% quelle infantili dal 2000: l’OMS apre un anno di iniziative globali per rafforzare politiche sanitarie basate su prove scientifiche.

di Arnaldo Iodice
Giornata Mondiale della Salute: l’OMS chiama governi e cittadini a “stare con la scienza”

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha lanciato la Giornata Mondiale della Salute 2026 con il tema “Together for health. Stand with science”, in cui invita governi, istituzioni e cittadini a rinnovare l’impegno collettivo a favore della scienza e della cooperazione internazionale. La campagna, che celebra la fondazione dell’OMS avvenuta il 7 aprile 1948, inaugura un anno intero dedicato alla salute pubblica globale.

I progressi sono evidenti: dal 2000 la mortalità materna globale è diminuita di oltre il 40%, mentre i decessi dei bambini sotto i cinque anni si sono ridotti di più del 50%. Grazie a innovazione scientifica, tecnologia e collaborazione tra Paesi, malattie un tempo mortali (dall’HIV all’ipertensione) sono oggi sempre più gestibili, contribuendo ad allungare e migliorare la qualità della vita in tutto il mondo.

La scienza come motore dei progressi sanitari

Negli ultimi cento anni la salute umana è stata trasformata soprattutto dalla diffusione delle scoperte scientifiche e dalla loro applicazione su larga scala. Secondo il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, strumenti come vaccini, penicillina, risonanza magnetica e mappatura del genoma umano hanno salvato miliardi di vite.

L’efficacia della scienza emerge chiaramente nella pratica clinica: prima dell’anestesia moderna, la chirurgia comportava sofferenze estreme, mentre oggi interventi complessi possono essere eseguiti in sicurezza grazie a farmaci avanzati e specialisti qualificati. Le campagne di immunizzazione globale hanno salvato oltre 154 milioni di bambini negli ultimi cinquant’anni, contribuendo a una riduzione del 40% della mortalità infantile, con il solo vaccino contro il morbillo che ha evitato più di 90 milioni di morti. Anche le tecnologie di screening precoce (come i misuratori elettronici della pressione arteriosa o la mammografia) rappresentano oggi strumenti fondamentali per prevenire complicazioni e diagnosticare malattie in fase iniziale, aumentando significativamente le possibilità di cura e sopravvivenza.

Nuove minacce globali e risposta internazionale

Nonostante i successi raggiunti, la salute globale resta esposta a sfide crescenti. Cambiamento climatico, degrado ambientale, tensioni geopolitiche e mutamenti demografici stanno aumentando la pressione sui sistemi sanitari e favorendo la comparsa di nuove emergenze epidemiche e pandemiche.

Migliaia di scienziati, insieme all’OMS e ad altre organizzazioni internazionali, stanno accelerando la ricerca per sviluppare politiche, strumenti e innovazioni capaci di proteggere le comunità. L’OMS continua a svolgere un ruolo centrale nel coordinamento scientifico globale: durante l’epidemia di SARS del 2003 riuscì a identificare il virus responsabile in sole due settimane grazie alla condivisione internazionale dei dati.

Analogamente, la diffusione globale delle soluzioni disinfettanti a base alcolica e le linee guida sulla qualità dell’aria e dell’acqua hanno contribuito a prevenire infezioni, malattie respiratorie e patologie legate all’inquinamento.

Un impegno comune per il futuro della salute

In linea con il tema del 2026, l’OMS e la presidenza francese del G7 hanno promosso a Lione un One Health Summit per rafforzare la cooperazione tra scienziati, leader politici e comunità. Parallelamente, oltre 800 istituzioni accademiche provenienti da più di 80 Paesi partecipano al Global Forum dei centri collaboratori OMS. L’obiettivo è garantire che le decisioni sanitarie siano guidate dalle prove scientifiche. Secondo la Chief Scientist Sylvie Briand, senza rigore scientifico il rischio è quello di seguire pregiudizi e soluzioni inefficaci. L’OMS invita quindi governi e cittadini a sostenere la scienza come base di sistemi sanitari più equi, resilienti e preparati alle sfide future.

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