Un approccio innovativo basato su modelli virtuali personalizzati del cuore mostra risultati sorprendenti nel trattamento delle aritmie ventricolari, migliorando la sicurezza e l’efficacia delle procedure di ablazione
I ricercatori della Johns Hopkins University, guidati da Jonathan Chrispin e Natalia Trayanova, hanno sviluppato i cosiddetti “gemelli digitali” del cuore: modelli tridimensionali costruiti a partire da risonanze magnetiche dei singoli pazienti. Questi gemelli digitali simulano con precisione il comportamento elettrico dell’organo, permettendo ai medici di pianificare e testare le procedure di ablazione prima di eseguirle sul cuore reale.
Studio TWIN-VT: risultati sorprendenti
Il trial clinico TWIN-VT ha coinvolto dieci pazienti con precedenti infarti e tachicardia ventricolare, una forma di aritmia potenzialmente letale. Grazie ai gemelli digitali, i medici hanno potuto valutare diverse strategie terapeutiche in ambiente virtuale, individuando la soluzione ottimale per ciascun paziente. A oltre un anno dall’intervento, tutti i pazienti erano liberi da aritmie, con solo due episodi transitori durante il periodo di recupero. Il tasso di successo del 100% supera di gran lunga quello delle tecniche tradizionali, che si attestano intorno al 60%.
Riduzione dei farmaci e maggiore sicurezza
Oltre al successo clinico, i gemelli digitali hanno permesso di ottimizzare l’uso dei farmaci antiaritmici, sospendendoli completamente in otto pazienti e riducendone il dosaggio negli altri due. “Possiamo provare diversi scenari prima di intervenire realmente, riducendo i danni al cuore e aumentando le probabilità di successo”, spiega Trayanova.
Una prospettiva futura
Secondo gli autori, questa tecnologia potrebbe rappresentare una vera svolta nella cardiologia interventistica, aprendo la strada a studi su larga scala e alla diffusione dei gemelli digitali nella pratica clinica quotidiana. Oltre alle aritmie ventricolari, il modello potrebbe essere esteso anche ad altre patologie cardiache, migliorando significativamente gli esiti per i pazienti.
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