Le aziende sanitarie potranno contattare direttamente i pazienti tramite SMS per invitarli a partecipare alle campagne di prevenzione sanitaria previste dalle normative nazionali o regionali
Il Garante per la protezione dei dati personali ha autorizzato le aziende sanitarie a contattare i pazienti tramite SMS per invitarli a partecipare alle campagne di prevenzione sanitaria previste da normative nazionali e regionali. Il via libera consente di utilizzare i recapiti telefonici forniti in occasione di precedenti prestazioni sanitarie, anche nel caso in cui, al momento della raccolta, l’informativa non avesse indicato esplicitamente questa finalità, con l’obiettivo di promuovere la partecipazione alle campagne di screening.
L’obiettivo è rendere più rapida ed efficace la comunicazione sanitaria, aumentare l’adesione agli screening e ridurre i tempi e i costi dei contatti tradizionali, senza compromettere la privacy dei cittadini. Per garantire la tutela dei dati, il Garante ha adottato linee guida dettagliate, che stabiliscono regole precise per l’uso dei numeri, indicano le esclusioni per i casi sensibili e definiscono le modalità con cui i pazienti possono esercitare il diritto di opposizione. L’autorizzazione vuole così conciliare l’efficacia delle campagne di prevenzione con la protezione dei dati personali, rafforzando la fiducia dei cittadini nella sanità e nella comunicazione sanitaria.
Linee guida per l’utilizzo dei recapiti
Secondo le nuove Linee guida del Garante, le aziende sanitarie sono tenute a modificare e integrare l’informativa sulla privacy già fornita ai pazienti. Questo aggiornamento serve a spiegare in modo trasparente che i numeri di telefono più recenti raccolti durante precedenti prestazioni sanitarie potranno essere utilizzati solo per inviare messaggi informativi relativi a programmi pubblici di prevenzione, come campagne di screening previste da leggi nazionali o regionali.
Messaggi chiari e diritto di opposizione
Ogni SMS dovrà indicare chiaramente l’azienda sanitaria come mittente e spiegare in maniera semplice e immediata le modalità per esercitare il diritto di opposizione. Questo garantisce ai cittadini di mantenere il controllo sui propri dati, scegliendo se partecipare o meno alle campagne di prevenzione.
L’informativa, dunque, deve chiarire ai pazienti per quale scopo saranno contattati, escludendo ogni altro utilizzo dei recapiti, ad esempio per ricerche scientifiche o per attività amministrative. L’obiettivo è garantire che i cittadini siano pienamente consapevoli del trattamento dei propri dati e possano esercitare facilmente i loro diritti di opposizione o limitazione dell’uso. L’invio di SMS deve riguardare solo le campagne previste dalla normativa vigente e non può essere esteso ad altre finalità. Inoltre, i recapiti devono essere verificati e aggiornati per assicurare che i messaggi raggiungano correttamente i destinatari.
Casi sensibili ed esclusioni
Il provvedimento prevede una tutela specifica per i contatti raccolti in contesti che richiedono un livello elevato di anonimato. Sono esclusi dall’invio di SMS i recapiti relativi a prestazioni quali interruzione volontaria di gravidanza, parto in anonimato, assistenza a persone sieropositive o a vittime di violenza. In questi casi, la protezione dei dati e l’anonimato prevalgono sulla promozione degli screening. In questo modo, il provvedimento non solo migliora la partecipazione ai programmi di prevenzione, ma contribuisce anche a rafforzare la fiducia dei cittadini nella sanità e nella corretta gestione dei loro dati personali.