Salute 31 Marzo 2026 12:00

Fumo, il 7% degli under 13 ha già provato prodotti a base di tabacco

Allarme giovani: cresce l’esposizione precoce al fumo. Già 35mila firme per la proposta di legge che punta ad aumentare di 5 euro il prezzo delle sigarette.

di Arnaldo Iodice
Fumo, il 7% degli under 13 ha già provato prodotti a base di tabacco

In Italia il 7,5% degli studenti fra gli 11 e i 13 anni ha già provato almeno un prodotto a base di tabacco, incluse sigarette tradizionali, tabacco riscaldato e sigarette elettroniche. La percentuale sale fino al 37% tra i ragazzi di età compresa fra i 14 e i 17 anni e, nella maggior parte dei casi, l’abitudine prosegue anche nell’età adulta. L’aumento del prezzo dei prodotti del tabacco viene generalmente considerato un valido strumento per disincentivare il consumo, in particolare tra i più giovani. Con questo obiettivo nasce la proposta di legge d’iniziativa popolare che prevede un incremento di 5 euro del costo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina.

A circa due mesi dal lancio della campagna “5 euro contro il fumo”, sono già state raccolte 35.000 firme, pari al 70% delle 50.000 necessarie per la presentazione della proposta di legge al Parlamento, che sarà poi chiamato a discuterla. L’iniziativa è promossa da AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM. Tutti i cittadini maggiorenni possono aderire firmando sulla piattaforma del Ministero della Giustizia tramite SPID, CIE (Carta di Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

Il sostegno alla campagna e l’impatto sociale del tabagismo

“La campagna sta riscuotendo uno straordinario successo – affermano AIOM, Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM -. Abbiamo ottenuto il supporto di 48 società scientifiche e Istituzioni e di 27 associazioni e fondazioni. Grandi centri di cura hanno aderito. L’obiettivo è arrivare alle 50mila firme quanto prima, perché la proposta di legge possa essere discussa in Parlamento. In Italia, il 24% degli adulti fuma e troppi giovani si avvicinano ai prodotti a base di tabacco, per continuare per il resto della vita. L’abitudine tabagica, inoltre, è fortemente associata allo svantaggio sociale e coinvolge soprattutto le persone con difficoltà economiche, dove raggiunge il 36% rispetto al 21% fra chi dichiara di non averne”.

Efficacia dell’aumento dei prezzi e benefici per salute e sistema sanitario

“Esperienze internazionali hanno dimostrano che il drastico incremento del prezzo delle sigarette rappresenta la sola strategia efficace per ridurre il numero di fumatori – spiegano AIOM, Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM -. Si stima una possibile riduzione del 37% del consumo di tabacco, aumentando di 5 euro il prezzo di tutti i prodotti da fumo. Lo scopo è rendere il tabagismo un’abitudine davvero costosa e poco sostenibile, a partire dai più giovani e dalle persone che devono già affrontare difficoltà finanziarie. Chi fuma oggi un pacchetto al giorno, smettendo di fumare, guadagnerà prima di tutto in salute e risparmierà almeno 150 euro al mese, una cifra che pesa molto, soprattutto per chi ha risorse modeste. E, se ci sarà un incremento delle entrate, contribuirà a finanziare il Servizio Sanitario Nazionale, che ha sempre più bisogno di risorse per continuare a garantire gli attuali livelli di assistenza a tutti i cittadini”.

“5 euro contro il fumo” è la prima campagna di raccolta firme per arrivare a una proposta di legge di iniziativa popolare realizzata da società scientifiche. “Siamo orgogliosi di aver promosso questa battaglia di civiltà, che potrà salvare migliaia di vite – concludono AIOM, Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM -. In Italia, si stimano 93.000 morti ogni anno per il consumo di tabacco, che rappresenta il principale fattore di rischio oncologico. Basta pensare che il 90% dei casi di tumore del polmone e il 50% di quelli della vescica sono determinati proprio dal fumo, che è inoltre correlato a malattie cardiovascolari, come infarto e ictus, e respiratorie, come enfisema, asma e BPCO. Queste evidenze mostrano la necessità di interventi urgenti volti a diminuirne il consumo”.

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato