Lavoro e Professioni 21 Ottobre 2014 16:23

Test Medicina, la carica dei 5mila: esclusi e poi riammessi grazie al Tar

Ennesimo provvedimento a favore degli aspiranti medici. Sempre più vicina la riforma del sistema
Test Medicina, la carica dei 5mila: esclusi e poi riammessi grazie al Tar

Il terremoto che ormai da tempo sta minando le fondamenta del sistema a numero chiuso per accedere a Medicina non accenna a fermarsi: nelle ultime ore stanno arrivando, infatti, le più recenti ordinanze del Tar del Lazio che, dopo aver riammesso a Luglio ben 2000 studenti, ora regala una chance a un battaglione di altri 2.500 aspiranti medici.

Si tratta dell’esito (positivo) del maxiricorso intentato dall’ Udu (il sindacato degli universitari) in seguito alle irregolarità riscontrate in sede di test d’ammissione l’8 aprile scorso, a Bari e in molti altri atenei italiani. Grazie a questo provvedimento, da domani oltre 5000 studenti potranno sedere tra i banchi universitari che gli erano stati negati. La domanda è: come verranno distribuiti gli studenti?

Resta infatti l’incognita della nota (poi ritirata) del Miur – definita dagli universitari “blocca ricorsi”- la quale prevedeva che gli studenti rientrati in corsa grazie all’ordinanza dei giudici amministrativi avrebbero dovuto sedersi tra i banchi di quegli atenei “dove lo scarto tra il punteggio acquisito e il punteggio del primo classificato risultasse minimo”. Il Ministero dell’Istruzione ha poi chiarito che il meccanismo varrebbe solo per quelle ordinanze emanate nel mese di settembre, nel cui dispositivo i giudici amministrativi avrebbero omesso di indicare con chiarezza le sedi di assegnazione, e non per quelle successive che, invece, contengono questa specifica.

Gli atenei, dal canto loro, si preparano come possono ad accogliere quest’ondata di studenti riammessi in sovrannumero. Un vero e proprio pasticcio, insomma, che assesta un ulteriore duro colpo al sistema del numero chiuso, e che lascia quantomeno presagire un’inversione di tendenza sui criteri d’accesso alla facoltà di Medicina per il prossimo anno accademico. Magari guardando al modello francese, che prevede una scrematura in itinere e non uno sbarramento iniziale. Un’opzione, del resto, già da tempo ventilata dal ministro Stefania Giannini.

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

Nasce “ADVOCACY 2030”, spazio di confronto e riflessione sui diritti dei pazienti e delle loro famiglie

Apriamo oggi su Sanità Informazione una nuova rubrica fissa dedicata alle voci che stanno contribuendo a ridisegnare il rapporto tra società e salute
di Corrado De Rossi Re
Nutri e Previeni

Non solo il prosciutto cotto è cancerogeno: quattro cibi da consumare con moderazione

Carni lavorate sotto la lente dell’Oms e inserite nella stessa categoria del tabacco. L’immunologo Mauro Minelli spiega i rischi, le corrette abitudini e quali altri quattro alimenti merit...
di Viviana Franzellitti
Salute

Scrivere a mano non è un vezzo: salva memoria, concentrazione e fantasia

Rinunciare alla scrittura manuale significa perdere un prezioso allenamento per mente e linguaggio. Scopri perché gli esperti ritengono carta e penna insostituibili per il cervello
di Viviana Franzellitti
Salute

Giornata Mondiale dell’Abbraccio: quando il contatto cura più di quanto immaginiamo

Studi neuroscientifici e psicologici rivelano come l’abbraccio attivi ossitocina, riduca cortisolo e rafforzi le difese immunitarie, offrendo una risposta concreta all’isolamento emotivo d...
di Arnaldo Iodice