Sanità 24 Aprile 2026 13:13

Fame nel mondo, 266 milioni di persone colpite: l’Onu fotografa una crisi strutturale tra conflitti, clima e costi alimentari

Il nuovo Rapporto globale sulle crisi alimentari dell’Onu evidenzia il peso dei conflitti armati, degli eventi climatici estremi e dell’aumento dei costi energetici e dei fertilizzanti

di I.F.
Fame nel mondo, 266 milioni di persone colpite: l’Onu fotografa una crisi strutturale tra conflitti, clima e costi alimentari

Nel 2025 la fame non è un’emergenza episodica, ma una condizione che si consolida in vaste aree del mondo. Sono 266 milioni le persone colpite da insicurezza alimentare acuta, quasi il doppio rispetto al 2016, secondo il Rapporto globale sulle crisi alimentari diffuso da Onu, Unione Europea e organizzazioni umanitarie. Il dato assume ancora più peso se letto nella sua distribuzione geografica: due terzi delle persone in condizione di fame grave si concentrano in soli dieci Paesi, tra cui Sudan, Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Afghanistan, Yemen e Siria.

Una crisi che si concentra e si aggrava

Il rapporto segnala che oltre un terzo delle persone colpite da insicurezza alimentare estrema vive in Sudan, Nigeria e Repubblica Democratica del Congo. In totale, 47 Paesi o territori hanno registrato livelli gravi di crisi alimentare nell’ultimo anno. Per la prima volta nella decima edizione del report, viene confermata la presenza di condizioni di carestia in due contesti nello stesso anno: Gaza e alcune aree del Sudan, un segnale che gli esperti definiscono particolarmente allarmante.

Conflitti e clima al centro della crisi

Le cause principali restano strutturali. Il rapporto identifica nei conflitti armati e negli eventi meteorologici estremi i principali fattori della fame globale, spesso intrecciati tra loro e capaci di alimentarsi a vicenda. A questi si aggiunge un elemento sempre più rilevante: la fragilità dei sistemi economici locali e l’impatto dei prezzi internazionali su energia e fertilizzanti, che influiscono direttamente sulla produzione agricola.

L’effetto dei prezzi e della guerra sui sistemi agricoli

Le tensioni geopolitiche e i conflitti in corso, in particolare in Medio Oriente, rischiano di aggravare ulteriormente le crisi esistenti. Il rapporto sottolinea come l’aumento del costo dei fertilizzanti, legato anche alle dinamiche energetiche globali, possa compromettere le prossime stagioni agricole. Secondo il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo dell’Onu, l’attuale contesto economico e geopolitico potrebbe avere un impatto diretto sulla produzione alimentare nei prossimi mesi.

Il ruolo degli aiuti e la fragilità del sistema globale

Un altro elemento critico riguarda il calo dei finanziamenti per gli aiuti umanitari, che rischia di ridurre la capacità di risposta internazionale proprio nelle aree più fragili. Parallelamente, il rapporto richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare il sostegno ai piccoli agricoltori, attraverso investimenti in colture resilienti e pratiche agricole più sostenibili, in grado di ridurre la dipendenza da input esterni come i fertilizzanti. Il quadro delineato dall’Onu è quello di una crisi alimentare globale sempre più concentrata, cronica e interconnessa. Conflitti, cambiamento climatico e instabilità economica agiscono come fattori simultanei, mentre le prospettive per il 2026 restano segnate da forte incertezza.

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