Nel mirino offerte online, social e trattamenti domiciliari a pagamento. Il presidente Robert Nisticò richiama intanto il valore di sicurezza, appropriatezza, trasparenza e informazione scientifica fondata sulle evidenze
Una nuova guida per proteggere i pazienti da promesse ingannevoli e pratiche pericolose. È questo l’obiettivo del documento diffuso dall’AIFA, “Come difendersi dalle false cure miracolose: le raccomandazioni di AIFA”, nato per contrastare la diffusione di presunti trattamenti a base di cellule staminali pubblicizzati sul web, sui social network o addirittura proposti a domicilio da società e cliniche private con sede all’estero. Secondo l’Agenzia, si tratta di un business che sfrutta la fragilità delle persone con malattie gravi e prive di una terapia risolutiva, promettendo benefici non dimostrati e chiedendo spesso somme molto elevate.
Nel documento AIFA richiama anche l’allarme già lanciato a livello europeo da EMA e dai Capi delle Agenzie europee del farmaco: i prodotti cellulari non regolamentati possono comportare rischi molto seri per la salute, inclusi effetti collaterali severi e infezioni come meningiti ed encefaliti, senza offrire alcun beneficio clinico accertato. Le terapie cellulari manipolate, comprese quelle basate su cellule staminali, non sono pratiche “alternative”, ma veri e propri medicinali di terapia avanzata, sottoposti a regole stringenti di qualità, tracciabilità e sicurezza.
AIFA ricorda che oggi le terapie con cellule staminali effettivamente approvate in Europa sono pochissime e riguardano indicazioni molto specifiche, tra cui alcune malattie genetiche, patologie ematologiche, alcune condizioni neurodegenerative e ustioni oculari. Una volta autorizzate, possono essere somministrate solo in strutture qualificate, inserite in una rete definita e con competenze cliniche adeguate. Non esistono, invece, percorsi domiciliari leciti per la somministrazione di cellule staminali manipolate.
Il messaggio più netto della guida è proprio questo: mai a domicilio. Una terapia sicura, chiarisce AIFA, richiede un ambiente ospedaliero accreditato, capace di gestire tutte le fasi del trattamento e le eventuali complicanze. I cittadini devono quindi diffidare di chi propone iniezioni, prelievi o altre procedure invasive fuori da un centro autorizzato, soprattutto se presentate come “ultima speranza” o “cura sperimentale” immediatamente disponibile.
L’Agenzia individua poi tre soli canali attraverso cui una terapia a base di cellule staminali può essere legale e sicura in Italia: autorizzazione all’immissione in commercio da parte di EMA; somministrazione nell’ambito di una sperimentazione clinica autorizzata; uso non ripetitivo in ospedale per singoli pazienti, attraverso la cosiddetta hospital exemption, autorizzata da AIFA e riservata a situazioni urgenti e prive di alternative terapeutiche. Tutto ciò che esce da questo perimetro, sottolinea il documento, non è compatibile con la legge né con la tutela della sicurezza del paziente.
Altro segnale d’allarme: il pagamento. AIFA evidenzia che in Italia le terapie avanzate approvate sono a carico del Servizio sanitario nazionale, mentre la partecipazione a una sperimentazione clinica autorizzata è gratuita. Quando viene chiesto denaro per accedere a una presunta “cura sperimentale”, il sospetto di trovarsi davanti a una truffa deve essere immediato. Allo stesso modo, bisogna diffidare da chi presenta le cellule staminali come una soluzione valida “per tutte le malattie”, dal cancro all’autismo fino alle patologie neurodegenerative: la ricerca seria procede su indicazioni molto circoscritte e non su promesse universali.
La guida dedica ampio spazio anche al ruolo della disinformazione digitale. Le false cure, osserva AIFA, vengono spesso promosse con linguaggi emotivi, testimonianze di presunte guarigioni, slogan pubblicitari e riferimenti a studi di scarso valore o pubblicati su riviste prive di credibilità. Per questo l’invito è a verificare sempre le fonti ufficiali, chiedere un secondo parere a specialisti qualificati, controllare l’esistenza reale degli studi clinici nei registri autorizzati e confrontarsi con le associazioni di pazienti di riferimento, segnalando alle autorità eventuali casi sospetti.
Il documento si inserisce in una linea più ampia che l’Agenzia sta rafforzando sul fronte della sicurezza e dell’appropriatezza. Solo pochi giorni fa, il Presidente AIFA Robert Nisticò aveva ribadito, in occasione dell’intesa tra AIFA e FIASO, la volontà di rendere più strutturata la collaborazione su “appropriatezza prescrittiva, sicurezza delle cure, innovazione e formazione”, mettendo al centro la tutela dei pazienti. Un’impostazione che dialoga direttamente con la guida sulle false cure: difendere il malato significa anche proteggerlo da pratiche abusive, scorciatoie commerciali e illusioni terapeutiche prive di basi scientifiche.
Non solo. Nisticò ha più volte insistito sul valore di una comunicazione scientifica rigorosa in un contesto in cui fake news e contenuti virali possono orientare in modo sbagliato le decisioni di salute. In una prefazione pubblicata nel marzo 2025, il presidente AIFA ha sottolineato che la qualità dell’informazione è messa costantemente alla prova dalla diffusione di notizie via web e social media e che una comunicazione chiara, aggiornata e basata su evidenze scientifiche e regolatorie è cruciale per evitare scelte terapeutiche errate e per proteggere la salute pubblica.
Anche sul piano istituzionale, la direzione indicata da Nisticò è quella di un’AIFA più aperta al confronto e più vicina ai bisogni reali dei cittadini. L’8 aprile 2026, presentando i regolamenti di “AIFA Ascolta” e “AIFA Incontra”, il presidente ha parlato di una governance fondata su trasparenza e collaborazione, con l’obiettivo di produrre un impatto concreto sulla salute dei cittadini e sull’assistenza sanitaria. In questo quadro, la guida contro le false cure non è soltanto un vademecum tecnico: è un tassello di una strategia più ampia che punta a rafforzare fiducia, partecipazione e protezione dei pazienti di fronte ai rischi del crimine farmaceutico e della disinformazione sanitaria.
Il punto politico e culturale, in fondo, è semplice: l’innovazione vera esiste, ma non passa dalle scorciatoie. Le terapie avanzate rappresentano una frontiera reale della medicina, ma devono essere sviluppate, valutate e somministrate dentro percorsi regolati, trasparenti e controllati. Tutto ciò che promette miracoli, chiede denaro fuori dai canali ufficiali e aggira ospedali, sperimentazioni autorizzate e autorità regolatorie non è speranza: è un rischio. E, troppo spesso, una truffa.